Il Primato Nazionale mensile in edicola

Sondrio, 20 dic – Francesca Gugiatti, la sardina e consigliera municipale di Sondrio balzata agli onori delle cronache per aver denunciato gli insulti razzisti ai danni di una mamma nigeriana all’ospedale di Sondrio, oggi in cinque punti cerca di “fare luce” (ovvero mettere “una pezza”) nel clamore mediatico che ha seguito le sue dichiarazioni.



I cinque (ridondanti) punti 

La Gugiatti, che sin ora aveva mantenuto tutti i suoi post in condivisione privata su Facebook, ieri mattina opportunamente ne imposta uno su pubblico ma premette di scrivere “unicamente” per se stessa (anche se lo condivide col mondo). “Ciò che ho sentito non è stato detto davanti a personale medico/ospedaliero. Si trattava di persone che aspettavano insieme a me per essere visitate/dimesse” scrive la Gugiatti. E ribadisce: “è LOGICO che il personale sanitario smentisca che ci siano stati commenti del genere. Ovvio. NON ERA PRESENTE“. Verrebbe da chiedersi dove siano altri testimoni “civili” e come mai non si siano fatti avanti per supportarla: in un articolo di Open vi è scritto che sono “andati a ascoltare chi era presente in quel pronto soccorso di Sondrio” sebbene non vi sia specificato chi sia questo testimone e solo continuando a leggere l’intervista si intuisce (poiché non vi è esplicitamente riportato) che presumibilmente è la Gugiatti stessa. La quale, nell’intervista, sostiene di aver ricevuto un messaggio in privato di una “un’altra ragazza” che l’ha “ringraziata per aver raccontato pubblicamente l’episodio”. Anche qui: nessun nome, nessuna evidenza, nessuna foto ma un semplice “sentito dire”. Ribadiamo ai colleghi di Open, dunque, che continuiamo ad avere un “diverso parere“.

Black Brain

“Non volevo strumentalizzare l’accaduto”

La Gugiatti scrive di non aver mai voluto “strumentalizzare l’accaduto. Perfino durante il mio intervento tenutosi in Piazza Campello a Sondrio ho affermato che non c’entra nulla la politica, la destra, la sinistra. C’entra l’umanità. Solo e soltanto l’umanità”: tuttavia la Gugiatti ha parlato da un palco ben connotato politicamente. Se dobbiamo credere al fatto che le sardine siano apartitiche, ci si permetta almeno di non credere che siano apolitiche, visto che a Roma si sono riunite in un centro sociale. E insiste: “Io ho parlato da cittadina, comune cittadina. Non da consigliera comunale, né tantomeno da ipotetica politica quale non sono”. La Gugiatti non è un'”ipotetica” politica. Ne abbiamo già parlato. E se esiste qualcosa di meno “strumentale” del parlare da un palco, ce lo facciano presente.

“Ci metto la faccia”

“Non pensavo minimante (sic) che tutto ciò potesse avere un’incidenza mediatica così forte e vasta” scrive la Gugiatti, che in questo rassomiglia molto alla coetanea Erika del dito medio a Salvini ma si rallegra comunque nell’aver capito “quanto sia importante segnalare e condannare episodi del genere, mettendoci la faccia“. La faccia, può darsi, ma non le prove – sebbene non fosse presente nessun uomo delle forze dell’ordine la Gugiatti poteva benissimo allontanarsi per allertarle, o denunciare la cosa di persona e non dopo, su Facebook, e poi da un palco.

“Non parlo da Sardina”

Ancora, la Gugiatti si ripete e ci dice che non ha parlato in nome del suo essere maestra e “nemmeno in quanto ‘Sardina’ e nemmeno da una di ‘sinistra’. Ho parlato in nome di una comune cittadina sensibile che quando vede/sente determinate cose non tace” – non tace è tutto da verificare, sicuramente essere “sensibili” non esclude l’essere sardina, di sinistra o banalmente “di parte”.

La sensibilità non è verità

Insomma, la Gugiatti niente toglie e niente aggiunge a quanto già precedentemente detto; essere “sensibili” non ci esime dall’assumerci la responsabilità di quello che scriviamo sulla piazza virtuale di Facebook e poi su quella fisica di un comizio delle sardine; essere “sensibili” non ci esime dal riportare prove di accuse molto pesanti. Chiunque può scrivere su Facebook di aver visto un asino volare o di aver visto Putin regalare casse d’oro ad un dirigente della Lega. Non tutti, però, veniamo così tanto presi sul serio. 

Ilaria Paoletti

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Teste di cazzo che avete votato sta stronza di MERDA ! andate affanculo !!!!!
    VERGOGNA , andate via dalla MIA terra !!!!!

    si è inventata tutto insultando i VALTELLINESI per 2 minuti di celebrità !!!!!!

    siete dei veri COGLIONI , vi auguro TUTTO il male possibile , a meno che la cacciate a
    CALCI NEL CULO ! vada in africa o dove cazzo vuole ma VIA dalla VALTELLINA !!!!!
    SUBITO , sardina di merda !

  2. Sono sempre più incazzato ….
    questa merda umana NON deve più aprire bocca !!!!
    ha insultato il MIO POPOLO , la MIA GENTE !!!!

    ZITTI ! ZITTI tutti rossi di merda !!!!!

    bravi ad insultare ma SENZA PROVE !!!!!!

    A che titolo era in un PS pediatrico ?
    ci possono stare SOLO GENITORI / NONNI e tu stronzetta che cazzo ci facevi ????
    ci aveva portato il cagnolino ???? si va da un veterinario !!!!!

    se ci vanno i fratelli … dalle mie parti la Polizia verifica dove fossero i RESPONSABILI del minore ….

    hai rotto i COGLIONI , perchè eri lì ????? e a tutti i cazzoni rossi … PERCHE’ ERA LI’ ??????

    madre ? sennò era FUORI POSTO !!!!!!! dalle mie parti NON la farebbero ENTRARE !!!!

    quindi ????? datevi una risposta ed andate AFFANCULO !!!

    ha solo sparato cazzate , e SI VERGOGNI !!!!!

Commenta