Roma, 22 ott — Riceverà assieme ad altri 24 ragazzi la medaglia “Alfiere del lavoro” dalle mani del Capo dello Stato proprio oggi pomeriggio. Emma Ugolini, 18 anni, è tra i 25 liceali più studiosi d’Italia. Per ottenere il riconoscimento devono avere avuto almeno 9 all’esame di terza media, la media dell’8 nei primi quattro anni delle superiori e 100 all’esame di maturità. Emma Ugolini è la migliore tra i migliori, con la media del 10 ottenuta al liceo scientifico di Verona. Ha dovuto impegnarsi molto: studiare sette giorni su sette, niente vacanze, ma lei assicura di non essere la classica secchiona: “non ho mai fatto copiare alle verifiche solo per farmi degli amici”, confessa intervistata da Open, confermando, quindi, di essere proprio la classica secchiona. Chi non ha avuto una compagna di classe così al liceo?

Ma dopo che Mattarella le avrà personalmente consegnato il riconoscimento, la giovane Emma gli dovrà chiedere scusa. Grazie mille, tutto bello, però lei se ne andrà a studiare fuori dall’Italia. “Sono quasi costretta per non rimanere impantanata in un sistema che tra laurea in medicina generale e specializzazione crea un vuoto di medici e blocca noi giovani”. Beata Emma, che ha il privilegio di permettersi di emigrare per non “rimanere impantanata”. E mette le mani avanti: “Mi dispiace andarmene dall’Italia dopo un riconoscimento del genere. È come voltare le spalle”. Non è “come” voltare le spalle, è “esattamente” come farlo. È anche uno schiaffo in faccia a tutti i meritevoli che invece, il privilegio di andarsene per trovare all’estero vita più facile, non ce lo avranno mai. Le scuse della ragazza appaiono solo come un pro-forma. Perché allora non cedere il posto a uno studente più coraggioso o meno facoltoso di lei? Perché non rinunciare a ricevere questo premio, consegnatole direttamente dalle mani della più alta carica dello Stato, se lei questo Stato decide di abbandonarlo per fare prima carriera? “In Italia non penso ci saranno occasioni”. Però Emma non ha avuto esitazioni a mettere le mani sul riconoscimento di questa Italia che non le dà “occasioni”. Ha fatto i suoi compitini, Emma, e ritira il meritato premiuccio. Poi, chi si è visto si è visto.

Cristina Gauri

12 Commenti

  1. Ci sono sempre state queste secchione da combattimento votate anima e corpo allo studio, una vita programmata nei minimi particolari da quando hanno 8 anni, figuriamoci se non programmano anche laurea specializzazione e impiego all’estero. Una sorta di robot prive di emozioni! Peccato solo che l’Italia si riempie della schiuma del resto del mondo e i pochi giovani autoctoni la lasciano per dei calcoli prettamente materialistici!

  2. Spesso capacità e coraggio non sono in sintonia.
    Bravissima studentessa.
    Pessima italiana.
    Spero non rimetta mai più piede in questo paese.

  3. Fa bene ad andare via. …. tanto con un pensiero come il suo riuscirà sicuramente ad ottenere anche il premio come migliore dipendente direttamente dal signor MC DONALD. …

  4. Be’, la tipica rappresentante della sua generazione. Almeno stando all’articolo appare ipocrita, egoista, arrivista, profittatrice (anche studiosa, ma un’eccezione che conferma la regola ci vuole). Ma non noto molta differenza con le generazioni precedenti… Farà carriera!

  5. sarebbe opportuno considerare la cosa sotto un altro punto di vista…le non ha chiesto niente. Il premio gli e’ stato conferito senza nessuna richiesta da parte sua..ed una volta conferito…( , considerando come vanno le cose in questo paesucolo di “baroni” )..poi chi si e’ visto si e’ visto lo dicono mattarella ed i baroni…nel mentre il sistema che IMPLODE

  6. Non commento mai due volte, ma in questo caso faccio un’eccezione, dato che l’atreggiamento di questa ragazza mi fa venire il sangue agli occhi.
    Penso ai tanti che hanno dato la vita per l’Italia, dal Risorgimento alle trincee del Carso, da El Alamein fino a Nassiryia e non riesco a trattenere un profondo disprezzo, per la ragazza e per la famiglia che le ha trasmesso questa mentalità e questi “valori”.
    Proprio un mirabile esempio di abnegazione e amor di Patria!
    Credi a me: tu non diventerai MAI un buon medico. Ti manca il CUORE, e non c’è studio, per quanto matto e forsennato, che possa sostituirlo.

  7. Ma l’autore dell’articolo ha parlato con la ragazza? La conosce? Oppure si basa solo sui soliti pregiudizi per condannarla? Ogni studente fa un caso a sé. Io la conosco e ti poco assicurare che non solo il premio è merito, ma non è piovuto sul bagnato, perché la sua famiglia modesta ha fatto enormi sacrifici per farla studiare e lei adesso spenderà il suo premio come meglio crede. Lo ha ricevuto con umiltà e lo usa per conseguire una formazione internazionale da reinvestire eventualmente anche in Italia. Se il nostro Paese non è attrattivo per i giovani, questi devono rimanere qui a marcire?

  8. Immagino che tu la conosco bene, altrimenti il tuo risulterebbe una generalizzazione imbarazzante…

  9. Questi premi non servono a nulla, spesso i talenti non sono neppure diplomati. Il titolo di studio oggi non ha senso, ossia serve come spot pubblicitaro, la maggior parte dei liceali non sa nulla.

  10. Penso che tu sia solo una cogliona, senza palle e senza cervello. Non conosci la persona di cui stai parlando e in più non sai neanche fare il tuo lavoro. Perchè prendere pezzi di frasi e rielaborarle come più ti aggrada è una cosa da poveri e incompetenti. Il tuo lavoro sarebbe quello di informare su ciò che accade, dicendo la verità e non sminurire il lavoro di una ragazza così devota allo studio e con tutta la volontà di imparare un mestiere serio (non come il tuo) e di lavorare onestamente. Dovresti essere fiera, come lo dovrebbero essere tutti gli italiani, di avere una ragazza così motivata nel nostro paese. Se una persona desidera andare all’estero ha tutto il diritto di farlo, questo non vuol dire che stia voltando le spalle al suo paese, anche perchè ha detto che sicuramente tornerà per lavorare. Quindi torna a scrivere quando avrai qualcosa di serio su cui basarti. Se fare il giornalista vuol dire spalare merda allora fai prima ad andare a lavorare in una stalla. Baci e abbracci e ciao.

  11. L’autrice di questo articolo, se così lo si può definire, ha preferito infangare la reputazione di una ragazza modello come Emma invece di essere fiera di avere studenti come lei nel suo paese. Trovo ridicolo che vengano utilizzati solo frammenti dell’intervista fatta a Emma, che presi singolarmente ovviamente non hanno lo stesso significato attribuitogli dalla ragazza. Trovo altrettanto ridicolo che una ragazza che ha raggiunto livelli tanto alti venga definita come “secchiona” in modo negativo.. Secondo chi? Secondo la giornalista che non conosce Emma? Su quali supposizioni si basano le sgradevoli opinioni della giornalista?
    È chiaro che questo articolo non contribuisce in alcun modo ad informare i lettori su quanto accaduto il 22 Ottobre, ne sul percorso intrapreso dalla studentessa, ma mira solo ed esclusivamente a sminuire il duro lavoro di una ragazza intelligente e talentuosa. Non ci si può di certo lamentare di una studentessa tanto impegnata e devota agli studi, rispettosa dei sacrifici che la sua famiglia ha fatto perché potesse conseguire gli studi. Per concludere credo che la giornalista dovrebbe rivedere i suoi commenti nei confronti della ragazza e ascoltare più attentamente l’intervista nella quale Emma spiega chiaramente con dispiacere i motivi della sua scelta.
    La vera domanda che la giornalista dovrebbe porsi è “perché molti diplomati o laureati vogliono terminare gli studi all’estero?”, invece di giudicarli senza prima immedesimarsi in loro.
    Emma, insieme agli altri 24 studenti, rappresenta tutti gli studenti italiani e ognuno di noi dovrebbe essere orgoglioso dei traguardi raggiunti dai nostri studenti. Triste pensare che in un’occasione così importante in cui l’Italia premia i più meritevoli, l’autrice dell’articolo abbia voluto offendere e criticare un’eccellenza italiana senza alcuna reale argomentazione a sostenere la sua “tesi”.

  12. L’autrice di questo articolo non ha il minimo diritto di giudicare questa favolosa ragazza che ha messo anima e cuore nello studio. Nel corso di tutto ‘articolo’ (se così si può definire), ha sminuito l’impegno di Emma, invece di lodarla per i suoi incedibili risultati. Giudicandola per cosa poi , per il suo desiderio di fare una specializzazione all’estero? Invece di criticare l’autrice dovrebbe andare fiera di avere giovani come la Emma che sono alla costate ricerca di ampliare la propria cultura e le proprie conoscenze. Giudica una ragazza senza nemmeno conoscerla. Inoltre credo che quello che abbia fatto, prendere frammenti dell’intervista rilasciata da Emma e rielaborare le frasi, sia scorretto e scurrile da infinti punti di vista (oltre ad essere da incompetenti). Nell’articolo definisce la ragazza una secchiona, con una connotazione negativa. Una cosa assai ridicola in quanto il premio alfiere è un premio conferito ai studenti più meritevoli d’Italia, che solitamente hanno una media superiore al 9,6. Ma la cosa più triste è che invece di scrivere un articolo su ciò che è accaduto il 22 ottobre ed informare l’Italia dei grandi traguardi dei suoi giovani, si limita ad accanirsi contro una ragazza di 18 anni. Se è questo il paese in cui dobbiamo vivere, dove ogni minima affermazione viene presa e rovesciata, cambiando totalmente senso, Non si può biasimare Emma per il desiderio di andarsene. Se Emma vuole andare all’estero sono affari suoi, è un essere libero, può fare ciò che desidera. Ho trovato altamente irrispettoso alludere al fatto che la ragazza non meritasse il premio , e sostenere che sarebbe stato meglio conferirlo ad un altro studente. Leggendo certi articoli mi vergogno per l’incompetenza e mancanza di buon senso di alcune persone….

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