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Roma, 27 — il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha bollato come «gravissime» le dichiarazioni del vicequestore Nunzia Alessandra Schilirò intervenuta sul palco della manifestazione no green pass dell’altro ieri a Roma, e ha fatto sapere di stare «seguendo la vicenda personalmente con il capo della polizia Lamberto Giannini, affinché vengano accertate, con assoluta celerità, le responsabilità sotto ogni profilo giuridicamente rilevante in carico all’interessata». Insomma, il rave con un morto, tre stupri e fiumi di droga sì; la questione migratoria? Non pervenuta. Una manifestazione contro il passaporto vaccinale? Assolutamente proibito: pugno di ferro, e tanti saluti, nemmeno si trattasse di una minaccia all’ordine costituito.



Una massima autorità politica che — con buona pace del principio di separazione tra politica e amministrazione — invoca sanzioni pesanti e definisce gravissime delle parole espresse da una libera cittadina, e che poi sembra non vedere le conseguenze gravissime di una condotta semi-inerziale nei confronti di raver e immigrati che copiosamente continuano a sbarcare, è in fondo il paradosso e il vicolo cieco in cui la politica italiana sembra essersi cacciata. Nel frattempo Schilirò non sembra farsi intimidire.

Schilirò: andrò avanti

«È bello apprendere dai giornali, anziché dalla propria amministrazione, di essere già sotto procedimento disciplinare. Sono molto serena — ha scritto ieri sera Schilirò sui suoi social —. Mi è capitata l’occasione di esercitare i miei diritti previsti dalla Costituzione e l’ho fatto. Il mestiere che svolgo è pubblico. Sono stata in moltissime trasmissioni tv rappresentando l’amministrazione». Che, «se non gradisce la mia fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano, mi dispiace, andrò avanti lo stesso. Ho scelto il mio mestiere perché credevo che non ci fosse niente di più nobile del garantire la sicurezza di ogni cittadino, in modo che chiunque fosse libero di esprimere il proprio vero sé. Se questo mi viene negato, il mio mestiere non ha più senso. Andrò avanti sempre, con o senza divisa, per amore del mio Paese», conclude la poliziotta.

Lamorgese bastona il vicequestore no green pass

«Noi poliziotti abbiamo giurato sulla Costituzione, per questo è mio dovere essere qui», aveva dichiarato Schilirò sabato pomeriggio di fronte alle migliaia di persone che avevano preso parte alla manifestazione. «Il green pass italiano è illegittimo. La cosa più importante che voglio dirvi è che serve unità: dobbiamo unire le nostre energie e le nostre forze per indicare a tutti una via migliore». Dichiarazioni che hanno subito fatto scattare il provvedimento disciplinare nei confronti del vicequestore, già capo della sezione violenze sessuali della Squadra mobile romana e oggi in forza alla Criminalpol. Nel corso dei prossimi giorni verrà completata l’istruttoria da parte del Dipartimento. Tuttavia Schilirò potrebbe non incorrere in una sospensione e le sarà consentito replicare alle contestazioni.

Salvini: “Ha solo espresso sua posizione”

In sostegno della Schilirò e contro le dichiarazioni di Lamorgese interviene il leader della Lega Salvini. «A me piacerebbe che il ministro dell’Interno fosse altrettanto solerte con gli sbarchi di migliaia di clandestini o che fosse stata altrettanto solerte a ferragosto quando c’è stato un rave party di sei giorni a base di droga, alcool, stupri. Troppo facile prendersela con una donna delle forze dell’ordine. Non era in divisa e ha espresso una sua posizione».
«Per coerenza dovrebbe smettere di servire con l’uniforme di uno Stato nel quale sembra non credere», è invece il durissimo commento del portavoce dell’Associazione nazionale funzionari di polizia Girolamo Lacquaniti, che condanna la poliziotta per aver «arringato quella stessa folla da cui si è staccato un gruppo di facinorosi che ha usato le sue parole mentre attaccava poliziotti e carabinieri in servizio».
Cristina Gauri


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3 Commenti

  1. Ritengo non si possa trattare il personale civile come il personale militare, a meno che qualcuno non si consideri in guerra aldilà dei facinorosi.

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