Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 9 dic – Lapo Elkann, a quanto pare, ci è ricascato. L’odierno alfiere del progressismo di lusso e dell’antifascismo in Ferrari, «fu» ragazzaccio dissoluto con una spiccata predilezione per «le donne con una marcia in più», a quanto pare non è più tanto «fu». Il Fatto Quotidiano riporta oggi che il prode Lapo è stato iscritto nel registro degli indagati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.



Un altro scivolone per Lapo Elkann

I carabinieri della compagnia di Santa Margherita gli hanno infatti contestato il reato lo scorso 12 settembre, dopo averlo fermato nel centro di Rapallo a bordo della sua Ferrari. Lapo ed un amico in quel frangente avevano goffamente tentato di disfarsi del quantitativo – alcuni grammi – buttandolo a terra. Invano, perché le forze dell’ordine si erano accorte della manovra. Il pubblico ministero Silvia Saracino ha però chiesto l’archiviazione del caso, «convinta che quella quantità, vista la storia personale del rampollo tormentato più famoso d’Italia, possa essere considerata a tutti gli effetti una quantità compatibile con un consumo personale». Nel caso il giudice optasse per l’archiviazione, ad Elkann rimarrebbe solo la segnalazione al Sert in quanto tossicodipendente. 

Black Brain

La perquisizione 

Come detto, i fatti risalgono al 12 settembre scorso. Una pattuglia aveva intercettato due volte – la prima per eccesso di velocità – Lapo Elkann, mentre questi si trovava in vacanza in Liguria in compagnia di un amico. I militari dell’Arma si erano fatti accompagnare alla suite dell’esclusivo Hotel Splendido di Portofino, dove Elkann pernottava. Ne era seguita una perquisizione in piena notte. Il pm di turno aveva indirizzato la vicenda verso una denuncia a piede libero.

Lapo Elkann: una vita costellata di eccessi

Questo è solo l’ultimo degli scivoloni del rampollo della famiglia Agnelli. Come non ricordare i fatti del 2005, quando Lapo era stato ricoverato in ospedale a Torino proprio a causa di un’overdose da cocaina. O nel 2016, a New York, quando  al termine di un festino (sempre a base di coca) comunicò alla famiglia di essere stato rapito da un trans che aveva fissato il riscatto a 10mila dollari. Il rapimento era simulato e il denaro, ovviamente, serviva per coprire i debiti di droga di Lapo. La discesa verso gli inferi di Elkann culminò nel dicembre 2019, quando si schiantò a bordo di una fuoriserie a Tel Aviv, finendo ricoverato. «Voglio cambiare vita», aveva detto. Dopo la disintossicazione in una clinica svizzera, arriva la decisione di dedicarsi al 100% «a fare del bene occupandomi della mia Onlus» rigorosamente di stampo progressista e dichiarandosi a più riprese fieramente antifascista.

L’ultima volta è stata proprio l’altro ieri, dopo la messa in onda della discutibile inchiesta di Report su Altaforte e Pivert. «E’ tempo di sciogliere tutte le organizzazioni fasciste ed estremiste subito. Vergogna». Forse, però, ci sarebbe da suggerirgli – umilmente e sommessamente – che prima di tuonare chiedendo lo scioglimento di organizzazioni al solo scopo di mettersi mediaticamente in mostra, il caro Lapo farebbe meglio a pensare a come risolvere quel suo ricorrente «problemino».

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Solo perché è ricco materialmente cercano di farcelo succcare in tutte le salse?! O è ritenuto un ordinario buon esempio, altrimenti qualcuno deve rispondere… Dobbiamo rieducarlo noi? Ma non vuole, sostiene felicemente che è un antifascista democratico. Peccato perché son certo che ci riusciremmo con sistemi lievemente più ruvidi di V. Muccioli.

Commenta