Prato, 6 mag — Lgbt in rivolta contro il prestigioso Cicognini di Prato: il popolo degli unicorni si è scagliato contro il famoso liceo — che ebbe l’onore di ospitare un giovanissimo Gabriele D’Annunzio dal 1874 al 1881 — per aver escluso due coppie omosessuali (due gay e due lesbiche) dall’annuale ballo delle debuttanti, in programma il prossimo 18 giugno. E l’ha spuntata.

La denuncia è arrivata, puntualissima, dai gendarmi arcobaleno dell’Arcigay Prato-Pistoia L’Asterisco, che ha bollato il fatto di escludere le coppie gay dal ballo delle debuttanti come «estremamente grave» e ha subito imposto il diktat: si consenta loro di prendere parte al ballo. La direzione si è parzialmente appecoronata, scattando moderatamente sull’attenti: siamo favorevoli a un cambio di rotta, ma se ne parla l’anno prossimo. Dal 2023. I talebani dell’Arcigay, a furia di denunce social e piagnistei, sono riusciti a demolire anche questa tradizione.

L’Arcigay si appropria del ballo delle debuttanti

Perché il cambiamento sia possibile, avverte la preside, «è necessario il via libera del consiglio di amministrazione, del collegio docenti e del commissario straordinario oltre a riservarmi la facoltà di un sondaggio tra famiglie e studenti. Sono disponibile a trattare l’argomento e non ho alcuna preclusione in merito a queste modifiche, lo dimostra anche l’assemblea sui temi dell’omosessualità organizzata a scuola il 24 marzo». Ma i passaggi formali impongono tempi obbligati, mal digeriti dalle associazioni Lgbt, che vorrebbero tutto e subito nel nome dell’inclusione. «Il ballo viene organizzato già da febbraio con gli abiti e le prove. Quando ho ricevuto la richiesta degli studenti non c’era più possibilità di modificare la delibera e per questo mi sono impegnata a farlo già dal prossimo anno». Una vittoria a tre quarti, insomma.

Esultano gli unicorni

L’Arcigay si dice tutto sommato soddisfatta: «Alcune ragazze ci hanno contattato perché si sono trovate nella spiacevole condizione di non poter partecipare a questa bella manifestazione perché omosessuali», spiega Marco Saccardi responsabile scuola Arcigay. «È sempre importante un dialogo sul ruolo educativo della scuola come luogo inclusivo e anche nel portare avanti tradizioni adattandole al contesto contemporaneo e inclusivo verso tutte le realtà. Questo riteniamo sia il compito della scuola e il ballo delle debuttanti può essere veicolo per trasmettere valori di inclusione. Siamo fiduciosi e speriamo di poter organizzare nuovi momenti di confronto con gli studenti su questi temi». E annuncia: «da settembre 2022 attiveremo l’iter necessario ad apportare a questa manifestazione delle modifiche agli schemi tradizionali e consolidati nel tempo». Una sola domanda rimane da porre: chi fa la debuttante nella coppia formata da soli uomini?

Cristina Gauri

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