Roma, 29 ott – Per Myrta Merlino il green pass è una religione. Come, d’altronde, lo è per il 99% dei giornalisti mainstream. Impossibile anche solo concepire l’idea della libertà di non volersi far somministrare un farmaco all’anno, come se fosse acqua fresca, impossibile concepire l’idea che pagare tutti quei tamponi rappresenti un costo non indifferente, che non tutti sostengono facilmente. Dall’alto dello stipendio caldo e lauto, si può.



Ciò che però ferisce di più è la costante tendenza della giornalista di La7 a insultare i lavoratori, la gente comune, e di disprezzarli, al netto di un modo di fare stucchevole e anche piuttosto ipocrita con il quale si atteggia ad essere loro solidale. Era accaduto con le manifestazioni contro i lockdown, era accaduto con le prime manifestazioni anti green pass, adesso avviene sfruttando la protesta dei lavoratori Whirpool, a Napoli per mettere le persone le une contro le altre. Come da tradizione di regime.

La Merlino, il Green Pass e i “lavoratori per bene”

Durante la trasmissione L’Aria che tira di stamattina, Myrta Merlino decide non solo di darci un ennesimo saggio della sua devozione per il green pass, ma anche di attaccare chi, per varie ragioni, non è convinto di volersi far iniettare un serio con cadenza annuale. Come anticipavamo, si parla dei lavoratori Whirpool nello stabilimento di Napoli, della loro protesta – ci mancherebbe, assolutamente legittima – e di una situazione molto seria che ormai perdura da anni, con un futuro senza lavoro per tutti.

Myrta Merlino coglie l’occasione per fare il solito doppio gioco. D’altronde il piatto è ghiotto, dei lavoratori vaccinati che protestano e che perderanno il posto, quindi quale miglior momento per criminalizzare ancora coloro che non si sono vaccinati? La frase viene buttata lì, nel marasma, e parte il primo mini-sermone: “Mi viene il dubbio che guardiamo il dito e non la luna. Guardiamo sempre alle piazze contro il Green Pass ma poi ci sono queste piazze, quelle dei lavoratori per bene, che vorrebbero lavorare e che hanno il Green Pass”.

Poi, con il solito tono di voce contrito, tenta di dividere ancora le persone: “Mi sta nel cuore questa vertenza. Chissà voi da che parte state”, riferendosi ancora a chi, “per bene” è vaccinato e chi, implicitamente criminale, non lo è.

Chi non ha il Green Pass non è “per bene”

Se esistessero lezioni di ipocrisia, la Merlino dovrebbe impartirne a prezzi salatissimi. Non è interpretabile quanto detto dalla donna in diretta televisiva, a meno che la sua conoscenza della lingua italiana sia davvero schizofrenica, ancor più che imbarazzante. Ma qualsiasi dubbio di follia viene spazzato alcune decine di minuti dopo, quando la conduttrice rincara la dose dialogando con Raffaele Romano, rappresentante dei manifestanti di Napoli: “Ma che effetto ti fa vedere quelle piazze che parlano di democrazia che non c’è più, di libertà negata, di Draghi macellaio, rispetto ai problemi reali che voi provate a rappresentare da molto tempo, ahimé?”. Poverina. E la guerra tra lavoratori è servita.

Già, cari lavoratori della Whirpool, che effetto vi fa vedere questi criminali senza green pass che si permettono di protestare? Lo scriviamo per senso di giustizia, perché non ci illudiamo di nulla: la Merlino dovrebbe chiedere scusa per questi insulti gratuiti contro chi si spacca la schiena, quanto lei non ha mai fatto in vita sua. Sappiamo che sarà un invito caduto nel vuoto, verso chi ha sempre dimostrato faziosità e spesso malafede, oltre che un disprezzo e uno snobismo costanti per la gente e i lavoratori comuni.

Stelio Fergola

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