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Roma, 10 giu – Mamma che palle questo lavoro. Talmente tedioso da diventare insopportabile, è il caso di farlo notare. E a farlo presente, il parigino Frédéric Desnard, non ci ha pensato due volte. Il suo impiego presso la catena di profumerie Interparfum, da lui giudicato “noioso”, lo ha posto all’attenzione dei giudici. Ovvero ha fatto causa all’azienda e ha vinto. Il tribunale gli ha infatti dato ragione, obbligando i datori di lavoro a un risarcimento di ben 40mila euro. Non è affatto uno scherzo, per quanto in apparenza possa sembrare surreale. In realtà i magistrati hanno riconosciuto le ragioni di Desnard, poiché durante il lavoro avrebbe sviluppato la cosiddetta sindrome di boreout. Esattamente il contrario della sindrome di burnout. Tedio da lavoro dunque, non stress.

Sindrome della noia

L’uomo ha difatti spiegato ai giudici che dopo aver perso un importante cliente, l’azienda gli ha assegnato compiti monotoni e quindi non consoni al suo ruolo di manager. A tal punto da farlo cadere in depressione, cosa che poi lo ha costretto a mollare il posto. Mansioni insostenibili per l’uomo, come configurare i tablet del Ceo e scortare i clienti direttamente a casa del suo capo. “Mi sentivo distrutto, pieno di vergogna e depresso”, ha dichiarato Desnard. I legali di quest’ultimo hanno inoltre sostenuto in tribunale che la noia gli avrebbe addirittura provocato un attacco epilettico mentre guidava.

I giudici hanno quindi stabilito un indiscutibile legame fra il “deterioramento della sua salute” e le condizioni di lavoro. Secondo il Telegraph in Francia almeno un terzo dei lavoratori soffre della sindrome di boreout, ma in assoluto Desnard è il primo ad aver vinto una causa dopo esserne stato vittima. D’altronde non è facile identificare questa sindrome, perché ha a che fare con una mancanza di sfide causata da un certo tipo di mansione. In pratica il lavoratore non è appagato, non si sente partecipe a un progetto stimolante o a cui tiene davvero.

Alessandro Della Guglia

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