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Roma, 19 feb – Tirano un sospiro di sollievo i governatori delle regioni in bilico: Lazio e Lombardia restano in giallo, il ministro della Salute Roberto Speranza in giornata firmerà l’ordinanza che entra in vigore domenica 21 febbraio. L’Rt sotto l’1 convince i governatori a non chiudere le regioni in zona arancione in maniera autonoma, come invece proponeva il governo. La Lombardia presenta infatti un rischio moderato, con Rt a 0,95. Stesso indice registrato in Lazio: 0,95.

Passano in arancione Emilia-Romagna, Campania e Molise

Buone notizie dunque per le regioni che rischiavano di passare in zona arancione, con l’ennesima chiusura di bar e ristoranti, la dad per gli studenti delle superiori e altre restrizioni. In base al monitoraggio settimanale passano in zona arancione Emilia-Romagna, Campania e Molise. L’Abruzzo torna in zona rossa. All’estremo opposto la Valle d’Aosta, che invece potrebbe diventare la prima regione in fascia bianca, se verrà confermata per la terza settimana consecutiva un’incidenza di meno di 50 positivi ogni 100 mila abitanti. La maggior parte delle regioni (Lazio e Lombardia comprese) è in giallo. Intanto prosegue la creazione di zone rosse circoscritte per contrastare i contagi senza incidere sull’intero territorio regionale. In Umbria, sono in zona rossa Perugia e il Ternano. Nelle Marche invece è stata isolata la provincia di Ancona.

Istituto superiore di sanità: “Rt medio a 0,99″

L’Istituto superiore di sanità riporta che nel periodo 27 gennaio-9 febbraio l’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici di coronavirus è stato pari a 0,99, in una forchetta compresa tra 0,95 e 1,07. Il dato è in crescita rispetto alla settimana precedente. A livello nazionale aumenta anche l’incidenza dei casi covid sulla popolazione. Siamo infatti a 135,46 casi ogni 100 mila abitanti nella settimana che va dall’8 al 14 febbraio, rispetto al valore di 133,13 calcolato nel periodo 1-7 febbraio.

Ecco i dati sulle regioni e gli scenari di rischio

Dal monitoraggio risulta che sono 10 le regioni e le province autonome che hanno un Rt puntuale maggiore di 1, di cui nove anche nel limite inferiore, compatibile con uno scenario di tipo 2. In aumento quindi rispetto alla settimana precedente. Una regione, l’Umbria, ha un livello di rischio alto. Mentre sono 12, rispetto alle 10 della settimana precedente, le regioni a rischio moderato, di cui tuttavia sei ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane e otto a rischio basso.

Adolfo Spezzaferro

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