Il Primato Nazionale mensile in edicola

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), è una figura nominata per gestire tutti quei compiti legati alla sicurezza sul lavoro di un’azienda. E’ una figura obbligatoria a partire dal momento in cui l’attività ha almeno un lavoratore. Il compito di un RSPP è riassumibile in: coordinazione del servizio di prevenzione, oltre alla protezione, dai rischi sul luogo di lavoro come secondo il d.lgs 81/08.

Quali sono i suoi compiti principali?

Il RSPP, che sia interno o esterno, deve assolvere le funzioni previste dalla normativa d.lgs 81/08. Nello specifico, questo comporta:

  1. Occuparsi di valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro, visitandoli nel modo più opportuno;
  2. Elaborare piani di prevenzione e protezione a favore dei lavoratori;
  3. Organizzare corsi di formazione e informazione;
  4. Oltre a collaborare con il datore di lavoro in modo da fornire tutte le informazioni adeguate e specifiche in materia;
  5. E infine, partecipare alle riunioni riguardo i temi di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Dando uno sguardo a queste prime informazioni, risulta chiaro che un RSPP gestisce un ambito molto delicato dell’ambito lavorativo. Non solo come obbligo dettato dalla legge, ma come opportunità di mantenere l’armonia fra lavoratori e garantirne il miglior ambiente aziendale.

Le tipologie di RSPP: interno, esterno, aziendale

Come da normativa deve essere il datore di lavoro a nominare il RSPP, che di conseguenza può essere:

  1. Interno: obbligatorio in aziende con oltre 200 lavoratori e strutture di ricovero con oltre 50 dipendenti. Organizza il servizio di prevenzione e protezione interno all’unità.
  2. Esterno: ovvero, sarà un consulente competente esterno a ricoprire la carica.
  3. Datore di lavoro: in questo caso, come intuibile, sarà il datore stesso ad occuparsi di questi compiti. Ciò è possibile solo se vengono rispettate i seguenti requisiti:

1a. aziende industriali o artigiane con non più di 30 lavoratori;

1b. aziende agricole e zootecniche sempre fino a 30 lavoratori;

1c. aziende ittiche fino a 20 lavoratori;

1d. tutte le altre tipologie di aziende, con non più di 200 lavoratori.

 

Essendo dunque il RSPP un ruolo cardine per la valutazione dei rischi sul luogo di lavoro e garantire la sicurezza stessa dei dipendenti, la sua nomina è una scelta cruciale per ogni datore aziendale – da compiere avendo tutte le informazioni disponibili alla mano. E’ proprio quello che ci proponiamo di fare con questo articolo, in modo da rendere il più chiare possibili le diverse possibilità.

I requisiti per la nomina di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

La normativa sotto questo punto di vista non pone particolari obblighi, a prescindere da se il RSPP sia interno od esterno. Gli unici requisiti sono essere in possesso di almeno il diploma di scuola secondaria superiore, e svolgere con successo il corso di formazione abilitante per RSPP.

Questo, oltre alla partecipazione ai corsi di aggiornamento (nell’ottica di mantenere costante prevenzione e protezione) tenuti ogni cinque anni.

Considerata la complessità dei luoghi di lavoro, il cambiamento continuo delle normative, a seconda dei casi può essere più vantaggioso nominare un RSPP esterno o interno.

Struttura del Corso SRPP

A prescindere dalla tipologia di SRPP è obbligatorio frequentare ed essere abilitati con un corso di formazione in materia. La durata minima è di 96 ore complessive, suddivise in tre moduli:

Modulo A. 24 ore totali;

Modulo B. 48 ore (più addizionali ore in base al rischio dei diversi moduli e settori);

Modulo C. altre 24 ore.

Dunque, anche quando è il datore di lavoro a voler ricoprire la carica di RSPP dovrà frequentare un corso di formazione specifico per RSPP per datori. Questo ha una durata minima di 16 ore fino a di 48 come limite. Le ore sono calcolate sulla base dei rischi presenti sia nei compiti lavorativi che negli ambienti di lavoro, nel pieno rispetto delle normative.

Validità del corso abilitante per SRPP

Al di là della tipologia di SRPP, tutti sono tenuti in base alle normative a partecipare a corsi di aggiornamento in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. Ogni corso ha la validità di 5 anni. La sua durata è stabilita in base al rischio aziendale:

Rischio basso. 6 ore;

Rischio medio. 10 ore;

Rischio alto. 14 ore.

In questi corsi, in particolare, si guarderanno eventuali aggiornamenti in ambito giuridico e organizzativo, oltre all’approfondimento delle fonti di rischio e tecniche di comunicazione efficace da rivolgersi ai lavoratori per tutto ciò che concerne la sicurezza.

Per concludere, come abbiamo visto quella del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è una figura aziendale definita in modo complesso. Nonostante le difficoltà normative, è fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro, e svolgere l’importante servizio di informazione per promuovere la tematica in modo più vicino possibile alle realtà lavorative. 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta