Roma, 23 mar – Quando ci si trova d’accordo con Marco Travaglio – ieri alle prese con Alessandro De Angelis – la cosa comincia a farsi preoccupante. Assai più preoccupante, però, è il fatto che il dibattito pubblico è ormai morto e sepolto: o ci si allinea alla vulgata atlantista e guerrafondaia, oppure si diventa automaticamente quinte colonne di Putin. Non c’è spazio, insomma, per la riflessione sulle cause della guerra in Ucraina: devono esistere solo la condanna morale dell’Orso russo e il fanatismo schifosamente occidentalista dei talebani di Washington.

Lo scontro Travaglio-De Angelis

Un saggio di questo clima da caccia alle streghe è appunto andato in scena ieri sera, durante l’ultima puntata di Otto e mezzo. A scontrarsi, come detto, sono stati Travaglio e De Angelis, vicedirettore dell’Huffington Post. Tutto è partito da una semplice constatazione del direttore del Fatto Quotidiano: nessuno ragiona più sui veri motivi che hanno portato a questa guerra; tutti si trasformano in megafoni della propaganda occidentalista. «Quando tu, Travaglio, dici che è ignobile che non si possa ragionare sulle cause, in un qualche modo dici che ci sono delle responsabilità dell’Occidente che giustificano quanto sta accadendo», è la vibrante accusa dell’occhialuto De Angelis. «Non giustificano, ma spiegano», puntualizza allora Travaglio.

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Volano gli stracci dalla Gruber

«Tu metti in discussione che Putin sia l’aggressore di uno Stato sovrano», prosegue De Angelis che, come molti altri esponenti della sinistra, grazie alla guerra in Ucraina ha riscoperto il valore della sovranità (degli altri, beninteso). «Tu consigli agli ucraini di arrendersi, questo sì che è ignobile», è la sentenza. Ma Travaglio non ci sta e risponde per le rime a De Angelis: «Non l’ho mai detto, citami un articolo in cui io dico che si devono arrendere». «Per esempio quando dici di non inviare loro le armi», incalza il vicedirettore dell’Huffington. «Tu racconti un sacco di balle, non l’ho mai detto», replica Travaglio, che spiega: «Purtroppo tu giudichi senza leggere, come ti capita spesso. Le nostre armi non stanno arrivando ai civili ucraini, ma ai mercenari. Il generale Mini sa quello che sta succedendo, a differenza tua».

Il video

Gabriele Costa

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