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Roma, 26 mar – L’Antitrust ha sanzionato con una multa da 5 milioni di euro Autostrade per l’Italia per pratica commerciale scorretta. Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, la società del gruppo Atlantia (famiglia Benetton) non ha abbassato il pedaggio nei tratti dove il servizio era gravemente carente. La multa arriva alla vigilia dell’ennesimo incontro sulla cessione dell’88% di Aspi, con i Benetton che prima di perdere la concessione vogliono guadagnarci il più possibile, fino all’ultimo.



Multa dell’Antitrust ad Autostrade: “Pratica scorretta”

Come si legge sul sito dell’Antitrust, Aspi “non ha adeguato né ridotto il pedaggio nei tratti in cui si registrano critiche e persistenti condizioni di fruibilità del servizio autostradale con lunghe code e tempi di percorrenza elevati”. Problemi, sia chiaro, “causati dalle gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture”. Carenze “che hanno richiesto interventi straordinari per la messa in sicurezza“. L’Antitrust ha accertato una pratica commerciale scorretta in relazione alla gestione delle autostrade A/16 Napoli-Canosa, A/14 Bologna-Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce. E, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano.

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“Notevole disservizio e forte disagio”

In particolare, spiega una nota, l’Autorità ha appurato una consistente riduzione delle corsie di marcia. Come anche specifiche limitazioni, per lunghi tratti, della velocità massima consentita. Questo ha causato “un notevole disservizio e un forte disagio ai consumatori in termini di code, di rallentamenti e quindi di tempi di percorrenza molto più elevati, senza prevedere un adeguamento o una riduzione dell’importo richiesto a titolo di pedaggio ai consumatori”. Come se non bastasse, l’Agcm ha poi rilevato che sono risultate inadeguate le modalità informative sulle eventuali procedure di rimborso. La prova provata è il caso dell’Autostrada A/14 Bologna-Taranto, “allorché le informazioni fornite sono rivelate omissive, inadeguate, intempestive, insufficienti quanto al modo di diffusione e non idonee a compensare i disagi arrecati agli utenti“.

Un andazzo che va avanti da due anni

Secondo l’Autorità gli elementi raccolti hanno evidenziato che, negli ultimi due anni, infatti, i tratti autostradali in questione sono stati spesso interessati da consistenti disagi nella viabilità e nella regolare fluidità della circolazione. Questo sempre a causa di gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture ad essa affidate in concessione e ai conseguenti massicci interventi di manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza di numerose tratte autostradali.

La mappa dei disagi (con gravi danni all’economia)

I disagi si sono verificati, in particolare, nell’area ligure e abruzzese-marchigiana, determinando altresì gravi danni all’economia, soprattutto nei settori secondario e terziario e alle imprese di trasporto, per i maggiori tempi di percorrenza degli operatori e i riflessi sulle imprese destinatarie delle merci. Per l’Antitrust la colpa è di Autostrade. Così recita la nota: quanto rilevato è “pienamente ascrivibile alla responsabilità di Aspi e integra una pratica commerciale scorretta in violazione degli articoli 20, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo. Per questo l’Autorità ha applicato una sanzione – pari al massimo edittale – di 5 milioni di euro. Autostrade per l’Italia S.p.A. dovrà anche pubblicare un estratto del provvedimento sul proprio sito internet e su uno dei quotidiani a maggiore tiratura nazionale”.  

Adolfo Spezzaferro

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