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Roma, 19 mar – Nella regione Lombardia, così come nel resto di Italia, il numero di contagi da coronavirus continua a salire senza dar tregua alla nazione che si sta trovando a combattere la pandemia su due fronti contemporaneamente: in primis direttamente contro la pandemia stessa e ripiegando di conseguenza sulla sanità che, anche se in ginocchio, sta provando a tenere botta grazie all’impegno di medici e infermieri. In secondo poi, indirettamente sul piano economico, con la quarantena forzata imposta dallo Stato che sta mettendo imprenditori e commercianti sempre più in difficoltà.



Celle telefoniche in Lombardia

Che ora come ora sia di vitale importanza rimanere a casa e limitare il più possibile i contatti con le altre persone per provare ad arginare il COVID-19 il più possibile, è ormai ben chiaro. La Lombardia ha la situazione più critica d’Italia con un numero di contagiati pari a 17.713 e 1.959 morti. La Regione ha deciso così di controllare le celle telefoniche per tenere sott’occhio il più possibile gli spostamenti che si sono comunque già ridotti del 60% da quando è stato proclamato lo stato d’emergenza.

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“Non è come il Grande Fratello”

L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante una video conferenza ha dichiarato che “c’è un’applicazione che le grandi compagnie telefoniche hanno messo a disposizione per vedere in maniera aggregata e totalmente anonima il flusso delle persone, come si sono mosse all’interno della regione o fuori”. Ma “nessuno controlla come il Grande Fratello”, ha specificato Gallera mettendo le mani avanti riguardo alla probabile (per non dire scontata) critica. L’assessore lombardo ha poi aggiunto: “Vi controlliamo attraverso le celle telefoniche, non uscite di casa è assolutamente importante perché questa battaglia la vinciamo noi”. Si tratta dunque di giusta prevenzione o di ipercontrollo?

Simone Moroni

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