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Roma, 12 mar – Sono 5 le morti sospette avvenute dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca su cui i pm – da Siracusa a Napoli – starebbero indagando. Indagini che arrivano in concomitanza con il blocco precauzionale per del lotto ABV2856 – distribuito in tutte le Regioni – disposto dall’Aifa su tutto il territorio nazionale, dopo la segnalazione di «tre eventi avversi fatali» legati, secondo i primi accertamenti, a trombosi e coaguli del sangue.



I decessi riguardano due militari e un poliziotto siciliani. A questi si aggiungono i casi di una insegnante napoletana di 62 anni, Annamaria Mantile, e di un operatore scolastico di 58 anni vaccinato – come Mantile – da un lotto diverso da quello bloccato. La sua salma e le cartelle cliniche sono a disposizione della Procura di Nola.

L’Aifa verifica il lotto AstraZeneca sequestrato

Nel frattempo sono in corso le verifiche dell’Aifa, che ha annunciato l’acquisizione delle documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i Nas. La decisione di ritirare il lotto di Astrazeneca, ha spiegato il direttore generale Aifa Nicola Magrini, «è una misura cautelativa, consente di ispezionare nel dettaglio il lotto, fare esami sulla qualità del prodotto e verificare le circostanze. Allo stesso tempo i dati di tutti i paesi arrivati dall’Ema sono rassicuranti».

I decessi sospetti

Il primo caso di morte sospetta ad innescare il «terremoto» sul vaccino di produzione anglo-svedese riguarda un militare della Marina in servizio ad Augusta (Siracusa), Stefano Paternò, 43 anni. Paternò è deceduto in seguito ad un arresto cardiaco la notte successiva la somministrazione del vaccino. Sul caso la Procura di Siracusa, nella persona del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, ha aperto un’inchiesta. Dieci le persone finite nel registro degli indagati per omicidio colposo, dalla AstraZeneca, fino ai medici dell’ospedale militare che si è occupato della puntura.

La Procura di Catania ha aperto un fascicolo – al momento senza indagati – sul secondo caso, relativo al decesso di Davide Villa, 50 anni, agente della Squadra mobile. Il decesso del poliziotto è avvenuto 12 giorni fa dopo l’inoculazione del vaccino dal lotto ABV2856. Una terza Procura, quella di Trapani, investiga sulla morte del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, di 54 anni. Un infarto lo ha stroncato 48 ore dopo l’iniezione proveniente dal lotto ora proibito: sebbene l’esame autoptico avesse inizialmente escluso qualsiasi nesso, alla luce degli ultimi avvenimenti la procura ha disposto ulteriori accertamenti.

Si indaga anche a Napoli sulla morte di un operatore scolastico di 58 anni, vaccinato con una dose non appartenente al lotto bloccato: la Procura di Nola ha disposto anche in questo caso il sequestro della salma e delle cartelle cliniche.

Doverosi accertamenti

 «Capisco che è doveroso somministrare il vaccino AstraZeneca, ma da parte nostra abbiamo il dovere di accertare quali eventuali effetti ha potuto provocare. Lo stiamo facendo studiando i sintomi e quindi sovrapponendo le cartelle cliniche di chi non ce l’ha fatta nelle quattro città. Di qui la necessità di un collegamento immediato fra tutte le Procure», ha spiegato il procuratore di Catania.

Cristina Gauri

 

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