Roma, 11 lug — La signorilità è come il coraggio di manzoniana memoria: parafrasando don Abbondio, «uno non se la può dare», e questo vale certamente per Roberto Burioni. Il virologo a cui gli italiani stipendiano le lectio nel salotto buono di Fazio sulla Rai ieri si è reso protagonista di un episodio che classificheremmo tra i più bassi — e di momenti bassi Burioni è alquanto esperto — di cui poteva renderci spettatori.

Burioni bullizza una ragazza, poi non si scusa 

Sta ancora infiammando i social la polemica sorta in seguito al tweet del professore, che ieri ha messo alla berlina una ragazza leghista pubblicando una sua fotografia e sfottendola per il suo aspetto fisico. Un atto inqualificabile, ma non ce ne stupiamo: una delle attività preferite di Burioni, da anni, è disumanizzare e dare in pasto alle sue centinaia di migliaia di follower chiunque non si trovi d’accordo con lui: dagli italiani che non vogliono sottoporsi a vaccinazione (chiamandoli ratti, equiparandoli agli stupratori) alle ragazze colpevoli di non rientrare nei canoni di bellezza stabiliti da lui, il Ryan Gosling della virologia — le foto, del resto, parlano chiaro. Il bello è che ha anche finto di scusarsi, scrivendo «se la ragazza si è sentita offesa mi scuso». Come a dire, non sono stato offensivo, tutt’al più il bersaglio del mio scherno è troppo sensibile. Anche in questo caso, tutto come da copione.

Non era la prima volta 

Non è la prima volta che Burioni si lascia andare a battute evitabili sul fisico delle donne.  Nel 2018 era finito nel ciclone per un’altra dichiarazione. «Quando in giro vedo una donna brutta la guardo sempre con attenzione. Nel 99,9% dei casi mi rendo conto che se si curasse, se dimagrisse e via dicendo non diventerebbe bella, ma certo di aspetto non sgradevole. Una volta che si è non sgradevoli la partita è aperta. Fidatevi». Burioni arbiter elegantiarum; novello Diego Dalla Palma, distribuiva consigli di bellezza alle donne che vedeva passar per strada. Ne scaturì una valanga di commenti negativi che costrinse il virologo a cancellare le frasi incriminate, per poi ritrattare in parte quanto detto ascrivendo tutta la colpa ai suoi followers, «rei» di non aver compreso il senso del tweet. Insomma, ce l’ha proprio di vizio.

Cristina Gauri

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