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Roma, 8 apr – E’ un pianto universale color arcobaleno quello che da sinistra viene sul Ddl Zan, protagonista dell’ennesimo rinvio. Solo che, stavolta – con buona pace di Fedez e dei maestrini vari – non c’è nessun ostruzionismo sul quale costruire la propria identità di vittime. E’ tutta colpa della troppa foga, da sinistra, di arrivare a una legge contro l’omofobia.



Ddl Zan, la sinistra si fa ostruzionismo da sola

Ieri la commissione Giustizia di Palazzo Madama ha optato per  un nuovo slittamento della calendarizzazione del ddl Zan contro l’omofobia che era già stato approvato alla Camera il 14 ottobre scorso. Ma Ostellari, leghista, ha proposto di accorpare i vari ddl (almeno quttro) che hanno il medesimo obiettivo: la lotta all’omofobia. Tutto è stato inviato alla presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per il passaggio del ddl in sede referente. Secondo Repubblica, tale scelta sarebbe stata “inspiegabilmente” approvata all’unanimità dalla commissione Giustizia.

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Ddl Zan, ma troppi disegni legge contro l’omofobia

In realtà, la spiegazione c’è, ed è tutta imputabile alla eccessiva foga del centrosinistra_ “Non abbiamo preso alcuna decisione sulla calenderizzazione – sostiene Ostellari – In modo congiunto, su mia richiesta, l’ufficio di presidenza ha chiesto l’accorpamento di altri 4 ddl che riguardano sempre il ddl Zan. È una questione di metodo, c’era un problema di tipo tecnico e ora l’ufficio di presidenza ne ha preso atto”.

Zan reagisce male … ma non troppo

Anche Zan, di solito molto fumantino sull’argomento, replica sì ma in modo neanche troppo accesso, forse proprio perché conscio dell’intoppo creato proprio dal suo stesso schieramento: “Apprendo che il presidente Ostellari ha richiesto l’accorpamento della legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo approvata alla Camera con altri quattro testi già depositati in Senato, passaggio a cui si poteva procedere ben prima. Mi auguro che dietro questa richiesta non ci sia l’ennesimo tentativo dilatorio verso un testo che, come è noto, gode del sostegno della maggioranza in Commissione ed è già approvato alla Camera”.

Solidarietà, va bene, ma più serietà

Poi, prova a ribaltare la situazione sempre Zan, dichiarando che “rimandando la decisione alla presidente Casellati sull’accorpamento, Ostellari ha esaurito tutti gli alibi. Se si tratta esclusivamente di risolvere un problema tecnico, la prossima settimana si dovrà dare il via libera ai lavori, come richiesto da Pd, M5S, Leu e Iv. Ora davvero per Ostellari non ci sono più scuse. Il tempo è scaduto”. Zan incassa la solidarietà dei colleghi del Pd e del M5S, ma la frittata è fatta. Ed è tutta “colpa” loro.

Ilaria Paoletti

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