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machete turco veneziaVenezia, 1 ago – Chi è che al giorno d’oggi non esce di casa con un machete nello zaino? Di questi tempi non fa quasi più notizia il contenuto dello zaino di un 49enne turco nato in Germania, fermato a Venezia insieme ad altri cinque connazionali poi fermati: un gigantesco coltellaccio, un trancia-carni che, secondo le sue dichiarazioni, sarebbe dovuto servire per la festività islamica del sacrificio.

Tutto inizia con una segnalazione giunta alle volanti della polizia e alla Polfer, che inizialmente individua due dei personaggi sospetti: entrambi si presentano con carte d’identità turche, dichiarando di avere doppia cittadinanza turca e tedesca, ma per uno dei due (il più anziano) sorgono dei sospetti sull’autenticità del documento. Nel frattempo interviene anche la Digos e si passa alla perquisizione, ed è in quel momento che si scopre che il 49enne gira in possesso di una mannaia. Non solo, perché addosso ha anche un sasso, un sanpietrino affilato. L’altra persona che si trova con lui in quel momento è un 24enne con visto sloveno per l’Erasmus: la sua posizione appare più credibile, ma comunque entrambi vengono accompagnati in questura. Le autorità tedesche confermano l’esistenza del documento del 49enne, la cui foto però non corrisponde con l’identità del sospetto, che finora è sconosciuto alle banche dati delle forze di polizia. L’uomo viene arrestato per aver fornito false attestazioni e denunciato per il possesso dello strumento, mentre per il più giovane è previsto il rientro in Slovenia.

Le altre quattro persone invece si sono allontanate: rintracciate alcune ore dopo in zona Milano, sono tre ragazzi e una ragazza (tutti studenti) che però, secondo le forze dell’ordine, non avrebbero nulla a che vedere con l’arrestato. Sarebbero entrati in contatto con lui solo brevemente, per via della comunanza linguistica. La presenza dell’arma ha preoccupato seriamente gli agenti dopo l’episodio di aggressione da parte di un “soldato” dell’Isis su un treno in Germania. L’uomo è stato così arrestato, mentre l’amico è stato trattenuto in questura e non è escluso che nei suoi confronti scatterà il provvedimento di espulsione.

Giuliano Lebelli

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