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Roma, 22 ott – La didattica a distanza alle superiori stabilita dal governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana come misura anti-contagio non piace al sindaco dem di Milano Giuseppe Sala né alla “ministra” grillina dell’Istruzione Lucia Azzolina, che chiedono un sistema misto che garantisca anche le lezioni in presenza.

Sala: “Dad in questo momento non ha senso. Ci opporremo”

La didattica solamente a distanza “in questo momento non ha senso“, dice convinto Sala bocciando l’ordinanza di Fontana che prevede da lunedì 26 lo stop alle lezioni in presenza per contenere i contagi, visti gli inevitabili assembramenti sui mezzi pubblici. Per il sindaco di Milano, spalleggiato da altri 12 colleghi lombardi, bisognerebbe alternare didattica a distanza e presenza nelle scuole superiori. “I ragazzi hanno il diritto di stare a scuola, con buon senso, perché un po’ di alternanza ci sta. Sono totalmente contrario alla sola didattica a distanza per le superiori. Ci opporremo. Abbiamo appena aperto le scuole, non ha senso richiuderle. Non adesso”, va all’attacco Sala ai microfoni di Non stop news su Rtl 102.5.

Più in generale Sala critica anche il nuovo Dpcm: “L’idea improvvisata di scaricare sui sindaci la chiusura di piazze e di vie senza che noi sindaci sapessimo niente è sbagliata. Non tanto perché si dà la responsabilità ai sindaci, ma perché queste misure vanno verificate con chi sta sul territorio. In questo momento servono nervi saldi, ma prima di tutto bisogna pesare parola per parola e condividere tutto”, conclude.

Azzolina: “Trovare soluzioni differenti nel rispetto del diritto alla salute e allo studio”

Dal canto suo, la Azzolina in una lettera invita Fontana a riconsiderare l’ordinanza sulla didattica a distanza: “Desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse”. La “ministra” dell’Istruzione ricorda che “il Dpcm del 18 ottobre 2020 ha previsto indicazioni molto chiare per la gestione delle misure da adottare con riferimento alle istituzioni scolastiche, prevedendo in primo luogo la prosecuzione, in ogni caso, in presenza, delle attività didattiche ed educative della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”. Ecco perché Fontana dovrebbe rivedere la sua decisione sulla Dad per gli studenti delle superiori.

La “ministra” chiede pure a De Luca di riaprire elementari e medie

Ma la Azzolina ha scritto pure al governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha chiuso le scuole della regione (scatenando le ire del premier), invitandolo a riaprire le elementari e le medie. “Con riguardo alla scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione auspico che si riesca a consentire sollecitamente la ripresa dello svolgimento in presenza dell’attività didattica ed educativa adeguando altresì le disposizioni già emanate al dictum del Dpcm per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado”, si legge nella lettera al governatore dem.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Ma i genitori di figli ancora minorenni (superiori!), son figli di nessuno ?! Solo i genitori cinesi in Italia possono dire la loro ? A posto siamo. A Mi !

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