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Roma, 22 giu – Il sindacato dei magistrati, l’Associazione nazionale magistrati (Anm), è insorto, per bocca del suo presidente Giuseppe Santalucia, contro il referendum su alcuni temi legati alla magistratura proposto da Lega e Radicali. Santalucia ha sottolineato che “il fatto stesso che si porti avanti il tema referendario sembra esprimere un giudizio di sostanziale inadeguatezza dell’impianto riformatore messo su dal governo e fa intendere la volontà di chiamare il popolo ad una valutazione di gradimento della magistratura. Un’operazione volta quasi a voler formalizzare e cristallizzare i risultati dei vari sondaggi di opinione che danno in discesa l’apprezzamento della magistratura”. Dimenticando ovviamente di interrogarsi su quali siano le motivazioni per le quali oggi l’opinione maggioritaria è feroce nei confronti delle toghe, le quali appaiono al cittadino comune sempre più come una casta anziché un potere dello Stato munito dei potere più incredibili e delicati.



Un sistema inscalfibile?

Oggi si sono cristallizzati e formalizzati quasi tre decenni di intrighi e malversazioni operate da parte della magistratura nei confronti della classe dirigente e, di tanto in tanto, nei confronti dei cittadini comuni travolti dal fanatismo e dal becero protagonismo di taluni togati. Luca Palamara ha cristallizzato la sua incresciosa esperienza all’interno del Csm in un libro scritto con Alessandro Sallusti, all’interno del quale racconta l’organizzazione e la spartizione del potere all’interno delle procure italiane. A Santalucia devono essere sfuggite, tra le mille letture, queste rivelazioni che in qualsiasi altro paese moderno e democratico avrebbero indotto le più alte cariche dello Stato in modo a discutere di come arginare questa deriva autoritaria.

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I magistrati non sono supereroi

Qui invece niente, per dirla con tutti i sepolcri imbiancati che chiedono comportamenti da “paese normale”, come ha sempre fatto e continua a fare certa stampa culo e camicia con certe procure che oggi si trova a dover ingoiare un boccone amaro. I magistrati non sono supereroi ma comuni mortali passibili di errori e peccati. Questa è la rivelazione nel ventunesimo secolo italiano. Epperò il presidente sindacalista delle toghe chiede una “ferma reazione a questo tipo di metodo”, continuando a ritenere il referendum popolare una minchiata sebbene la giustizia venga amministrata dai suoi colleghi in nome del popolo italiano. La ferma reazione, inoltre, non sappiamo in cosa possa consistere, ma c’è di che preoccuparsi dato l’enorme potere in capo ai magistrati.

Il silenzio della sinistra italiana

Loro possono avviare indagini nascondendosi dietro l’obbligatorietà dell’azione penale, possono essere magistrati inquirenti e giudicanti, possono mettere preventivamente in galera e sequestrare interi patrimoni. La ferma reazione richiesta può consistere in qualsiasi cosa, e, dato il potere sconfinato di cui abbiamo parlato, vi è di che preoccuparsi. Se fossero state le forze dell’ordine, per bocca di un loro dirigente, a ribellarsi ad una riforma intendendo di replicare con una “ferma reazione”, parleremmo a buon diritto di tentativo di golpe.

Michela Murgia probabilmente si sarebbe trasferita sulla Luna dato il terrore che le provoca la divisa. Oggi, invece, di fronte all’oltranzismo dichiarato della casta togata, che si pone in una posizione di supremazia e superiorità rispetto a tutti gli altri comuni mortali titolari di obblighi e doveri, in pochi prendono parola per gridare allo scandalo. La sinistra, da sempre amante dei metodi sovietici di far politica – anche tramite l’utilizzo della giustizia ad personam -, fa orecchie da mercante e si barcamena nell’oceano di stronzate che vanno da nuove patrimoniali a nuove censure. Non resta che sperare in quella moltitudine di individui, gli italiani, oggi stanchi di tanta ipocrisia, e in una loro “ferma reazione”.

Lorenzo Zuppini

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1 commento

  1. Quasi tre decenni di intrighi e malversazioni…, prima era il salomonico paradiso terrestre della giustizia?! Come hanno fatto alcuni giudici in complicità con certi avvocati a farsi ricchi non solo di “professionalità” e devolvere cotanta eredità ai loro figli?! Avanti G.Tortora in profondità!!

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