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Los Angeles, 22 giu – Nessuno è al riparo dalla cancel culture nemmeno Billie Eilish, idolo pop della generazione Z: è infatti tornato alla ribalta un video di quando la pop star aveva 13 anni e sembrerebbe usare degli epiteti razzisti nei confronti degli asiatici.



Billie Eilish, “imbarazzata e sconvolta”

Billie Eilish si è datta “imbarazzata e sconvolta” dopo che un vecchio video che la immortala nella prima adolescenza mentre pronuncia un insulto “razzista”. Il filmato è riemerso su TikTok all’inizio di questo mese. La cantante, che ora ha 19 anni, sembrava pronunciare la parola “chunk”, un insulto offensivo che si riferisce a persona di discendenza cinese. La Eilish ha affermato di essere stata “etichettata come qualcosa che [lei] non è”.

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“Avevo 13 anni”

“C’è un video che mi gira intorno. Avevo 13 o 14 anni in questo video. Ho pronunciato la parola per la canzone che all’epoca non sapevo fosse un termine dispregiativo usato contro i membri della comunità asiatica”, ha scritto” continua la Eilish: “Sono sconvolta per aver detto quella parola“.

Ma c’è un altro video che gira

Billie Eilish, nativa di Los Angeles, ha anche parlato di una seconda clip che mostrava Eilish che sembrava deridere un accento asiatico, mentre suo fratello Finneas in seguito l’ha rimproverata per aver parlato con un “accento nero”: “L’altro video che gira sono io che parlo con una stupida voce incomprensibile… qualcosa che ho iniziato a fare da bambino e che ho fatto per tutta la vita parlando con i miei animali domestici, i miei amici e la mia famiglia”. Sarà vero? Resta il fatto che nemmeno un millenial si salva dai suoi coetanei.

Ilaria Paoletti

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4 Commenti

  1. Due pesi e due misure.
    Se gli stessi asiatici l’avessero chiamata puzzona irlandese, quello non sarebbe stato razzismo.
    Poi questi risvoltinati nulla hanno da fare che rimestare merda nella rete per accusare qualcuno?

  2. Sono pazzi..Non ci sono commenti da fare.

    Fra un pò arriveranno a condannare qualcuno perchè da bambino ha messo un cappello messicano e giocava.. a una festa magari.. per “presunta” discriminazione verso i messicani. (è un modo di dire..)
    Meglio riderci sopra in questi casi. Non meritano una discussione “seria”.

    In questi ultimi anni lo spettacolo è diventato “spazzatura” a causa di tutte queste censure.
    Non per niente guardo film di “almeno” 10 anni fa.. questa spazzatura moderna, “politicamente corretta” si dice.. ma in realtà privata di ogni significato, perchè stanno cancellando ogni contenuto a forza di censure, la lascio agli altri.
    No grazie

  3. Un altro caso Wallace. Spero per lei che non debba cambiare casa e mettersi sotto scorta come Alexandra, perchè quando i vili haters si scatenano, sono soliti sparare col bazooka al moscerino, ben sapendo che – protetti dalla moralismo imperante del pc – potranno agire indisturbati.

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