Home » Maltempo in Emilia-Romagna: i danni, la solidarietà e quei 55 milioni non utilizzati

Maltempo in Emilia-Romagna: i danni, la solidarietà e quei 55 milioni non utilizzati

by Marco Battistini
0 commento
maltempo emilia-romagna

Cesena, 10 mag – L’ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna sembra non conoscere tregua. Se da un lato continua lo stato di allerta – rossa, per rischio idraulico e idrogeologico in larga parte del bolognese e delle province romagnole – dall’altra si inizia a fare la stima dei danni provocati dalle ingenti piogge e, soprattutto, dall’esondazione dei fiumi.

Maltempo in Emilia-Romagna: agricoltura in ginocchio

I nubifragi di inizio mese hanno causato innanzitutto due vittime: un anziano, travolto nel ravennate dalle acque del Senio e un’altra persona trovata dai vigili del fuoco sotto le macerie della propria casa, crollata a causa di uno smottamento. Le frane (140 in 40 comuni) hanno quindi portato alla chiusura forzata di diverse strade nelle zone appenniniche. Quasi 1800 le persone evacuate, delle quali la metà ancora senza il proprio tetto sulla testa. Sempre nei primi giorni di maggio le piene dei fiumi locali hanno imposto il fermo temporaneo alla circolazione ferroviaria tra Ferrara, Rimini e lo stesso capoluogo. Preoccupano anche il Senio, il Montone e il Santerno, per un totale di 23 corsi d’acqua in piena.

Per quanto riguarda le attività economiche, invece, particolarmente colpito il settore agricolo. Campagne, frutteti e vigneti ridotti a un letto di fango, detriti e rifiuti. La Coldiretti stima al momento danni per “centinaia e centinaia di milioni di euro”.

I fondi statali restituiti al governo

In totale, secondo Irene Priolo – vicepresidente della regione – il salatissimo conto raggiungerebbe quota un miliardo. Giovedì scorso Palazzo Chigi, su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio regionale, stanziando 10 milioni di euro per i primi interventi necessari.

Già, la politica. La quale, invece di tamponare – in evidente ritardo – avrebbe dovuto prevenire. Come riportato da Open, la giunta dell’Emilia-Romagna tra il 2021 e il 2022 avrebbe infatti restituito al ministero delle Infrastrutture 55 milioni. Soldi ricevuti dallo Stato per la manutenzione e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua regionali, ma non utilizzati nei tempi previsti. Il quotidiano di Mentana cita i rapporti della Corte dei Conti, Bonaccini dal canto suo sostiene di aver impegnato in precedenza fondi poi riottenuti per migliorare la navigazione interna.

CasaPound e gli ultras

Nella lista degli interventi previsti nel finanziamento oggetto del (triste) dibattito figurava anche la “manutenzione ordinaria per sistemazione rete idrografica del bacino Lamone”. Proprio il fiume tosco-romagnolo ha presentato le brecce principali delle 15 conteggiate. Le esondazioni hanno interessato in particolare Bagnacavallo. Nel centro – tra i più colpiti dall’alluvione – oltre al lavoro incessante della Protezione Civile segnaliamo l’importante aiuto offerto da diversi gruppi ultras di varie squadre locali – professionistiche e non. 

Ma non solo. Dallo scorso fine settimana infatti anche la comunità militante di CasaPound Italia si è messa in moto, presenziando ripetutamente nel comune ravennate portando attrezzi da lavoro e forze fresche in sostegno dei cittadini. Perché, per dirla con la nostra Francesca Totolo, esistono stivali “scenici” e altri veramente sporchi di fango.

 

Marco Battistini

 

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati