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Roma, 28 giu – Hanno fatto comprensibilmente molto scalpore le rappresentazioni di “Cristo Lgbt” nei Pride di Roma e Milano. Per molti tutta questa voglia di dissacrazione è solo pura offesa nei confronti di chi crede, ma per Marrazzo (portavoce del Partito Gay) sono gli altri a non aver capito: “Siamo stati strumentalizzati”.



Marrazzo (Partito Gay): “Rappresentazioni strumentalizzate”

“Le situazioni tra il Pride di Roma e quello di Milano erano diverse: nel primo caso un ragazzo durante il corteo ha rappresentato la figura del Messia avvolto dalla bandiera rainbow per dire che ‘Gesù ama tutti’; nel secondo caso è stata portata a Milano una grossa croce con sopra le scritte di tutte le offese che gli omosessuali quotidianamente ricevono per intendere appunto la ‘croce’ che pesa sulle spalle delle persone Lgbt+. Due rappresentazioni puramente simboliche, non legate a questioni di carattere religioso che sono state invece strumentalizzate” dichiara  Fabrizio Marrazzo, portavoce nazionale del Partito Gay.

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“Ci vuole maggiore comprensione”

Interrogato da Adnkronos, Marrazzo continua: “La croce di Milano non è stata portata solo dalla persona con minigonna e tacchi a spillo immortalata nella foto finita nel mirino di chi ha gridato allo scandalo ma è passata tra le mani di un manifestante e l’altro proprio per significare le offese e le discriminazioni che vivono sulla propria pelle”. Per lui, in breve, “ci vorrebbe solo una maggiore comprensione, ripeto, si tratta solo di rappresentazioni simboliche, è montata una polemica inutile“.

Poi non si fa mancare anche un po’ di benaltrismo: “Salvini non ostenta il rosario in occasioni pubbliche o porta il crocifisso addirittura in Senato parlando delle leggi?”. Fatto sta che a essere tirato in ballo che nonostante le supposte strumentalizzazioni è sempre Gesù Cristo e tutta l’iconografia cattolica. E sta bene, siamo occidentali e forse sono simboli a noi più affini a destare scandalo: lo faceva negli anni ottanta Madonna, no? Adesso lo fa Vanity Fair per “santificare” Chiara Ferragni e Achille Lauro per qualche rima in più. Ma in questa società ormai multiculturale, viene da chiedersi con un pizzico di malizia come mai chi scende in piazza per chiedere maggiori diritti civili se la prenda sempre con chi porge l’altra guancia e mai con le altre religioni che non pare che in molti Paesi brillino per sensibilità nei confronti della causa rainbow. Vi piace vincere facile?

Ilaria Paoletti

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