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Roma, 24 ago – L’infettivologo Matteo Bassetti le suona ancora al governo e in generale agli allarmisti. Nello specifico, in questo caso, il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, distrugge il paradigma della mascherina come panacea del nuovo male.

L’esibizionismo della mascherina

“Credo che questa estate sia stato il trionfo dell’esibizionismo della mascherina“, ha dichiarato Bassetti ad Agorà Estate su Rai3. “E’ andato in scena un film che è ‘mettiti la mascherina e sei tranquillo, hai una campana di vetro e puoi fare quello che vuoi’. Questo è un messaggio completamente sbagliato”, ha tuonato l’infettivologo. Questo, secondo il medico ligure, non significa che in qualsivoglia circostanza questo indumento protettivo sia del tutto inutile ma “noi non possiamo pensare che l’unico modo di fare prevenzione nei confronti del coronavirus sia la mascherina“. Perché “ci sono una serie di atteggiamenti molto, ma molto più importanti della mascherina”. Dal “distanziamento” al “lavaggio delle mani”, passando dai vaccini “contro l’influenza e lo pneumococco”.

Misura da ipocriti

Stavolta Bassetti ha però puntato il dito in particolare contro la mascherina obbligatoria anche nelle scuole primarie. “Solo un ipocrita può pensare che a un bambino di 6 anni si possa mettere la mascherina per 6-8 ore al giorno. Basta entrare in una scuola per sapere che un bambino mette la mascherina e dopo un quarto d’ora se la leva“, afferma l’infettivologo. “Chi può pensare di lasciare la mascherina a bambini che parlano, che vengono interrogati, che fanno le loro attività?“, aggiunge Bassetti. “Lo dico da genitore, prima ancora che da medico”. Ma anche evitando di valutare questa misura con gli occhi del genitore, attenendosi cioè a un’analisi da medico, il suo giudizio a riguardo non si discosterebbe troppo. “Uso la mascherina dal 20 febbraio tutti i giorni e so bene che, quando parlo per 20-25 minuti consecutivi, non è facile portala. Poi, se vogliamo essere ipocriti, diciamo che lo è. Però – dice Bassetti – io credo che per nostri figli, che hanno sofferto tanto nella prima fase” dell’epidemia “dobbiamo pensare” ad altro, piuttosto che “metterli in una classe con la mascherina”.

Fare come nel resto d’Europa

D’altronde, fa notare il medico, basterebbe “vedere cosa hanno fatto in tutto il resto d’Europa, in Danimarca, in Norvegia, in Germania“. In nessuna di queste nazioni è stata imposta “la mascherina nelle classi”. Quindi “se diciamo che entrando a scuola” gli studenti “devono metterla, siamo tutti d’accordo perché quello è un momento in cui hanno contatto con tante altre persone oltre che con i compagni di classe. Ma quando i bambini entrano in una classe di 10, 15, 25” alunni “dopo una settimana diventano esattamente dei congiunti”. Di conseguenza per Bassetti sono ben altri gli atteggiamenti che dovremmo cercare di portare avanti, ad esempio “istruire le famiglie che quando un bambino ha dei problemi respiratori di qualunque tipo lo devono tenere a casa” e se gli studenti “non sono stati vaccinati” devono “vaccinarli”.

Alessandro Della Guglia

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