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Roma, 8 lug – Enrico Benassi, ex vicepresidente della cooperativa Serinper, evocava spari contro Francesco Mangiaracina, esponente della Lega a Massa. La coop Serinper è la stessa finita nella bufera a dicembre 2020 per i bimbi fragili che secondo l’accusa venivano usati per mero profitto e gestiti in modo tale che non dessero “problemi”. 



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Massa, esponente della Lega minacciato: “Chiudergli la bocca… due pistolettate”

Le intercettazioni telefoniche riportate da Il Tirreno sono da brividi, perché Benassi non esclude di “chiudere la bocca” a chi denunciava il business della sua coop che gestiva un centro di accoglienza per immigrati decisamente sovraffollato: cinquanta extracomunitari in dieci appartamenti. “Dopo viene fuori il comunista che è in medi quelli con la pistola, addio addio…Signore fai che non venga fuori”. Come se non bastasse, Tamara Pucciarelli – moglie di Benassi – replica così durante la conversazione con il marito, intercettata dagli inquirenti: “Speriamo che qualcuno però si alzi la mattina, che non sia tu…ma che qualcuno si alzi…che due pistolettate?”.

Mangiaracina: “Ecco perché mi minacciano”

“Noi come Lega abbiamo organizzato nell’estate del 2019 e poi nell’estate 2020 delle proteste nei confronti di questo centro di accoglienza insieme ai residenti del posto”, dice Mangiaracina al Primato Nazionale. “Abbiamo segnalato in entrambi i casi che c’era una mala gestione della struttura, c’era degrado negli spazi comuni, era inaccettabile un centro di accoglienza immerso in una zona residenziale. E soprattutto c’era un eccessivo numero di immigrati ospitati”. Proteste che hanno portato l’esponente della Lega e i residenti ad avere vari incontri con le istituzioni. “Della questione si interessò sia l’amministrazione comunale che il Prefetto. Quella del 2020, proprio nei giorni a cui risalgono le intercettazioni venute fuori adesso, era una grossa protesta perché c’era pure la pandemia e alcuni immigrati ospitati nella struttura risultarono positivi al Covid. Eppure – spiega Mangiaracina al Primatoentravano e uscivano dal centro di accoglienza senza che nessuno effettuasse controlli“.

“Paura? E’ normale, ma sono orgoglioso e sempre dalla parte della verità”

“Portammo una folta delegazione di residenti a un incontro con il sindaco. Dopo quell’incontro intervenne il Prefetto che impose la riduzione degli ospiti di dieci unità. Lo stesso Prefetto convocò i gestori della struttura proponendogli lo spostamento della zona non essendo consona alle attività di un centro di accoglienza. Tutte richieste che noi avevamo avanzato”, racconta Mangiaracina. Dunque è evidente a questo punto che “le nostre mobilitazioni hanno fatto infuriare Benassi. Ma arrivare a evocare addirittura di sparare…”.

Evocazione agghiacciante e che desta preoccupazione, non a caso gli inquirenti parlano di “pericolosità sociale di Benassi”. Mangiaracina però non si fa intimorire, anzi. “Certo, un po’ di paura ce l’ho, è normale. Ma sono orgoglioso, perché chi sta dalla parte dei cittadini, della verità e della città viene fuori che è nemico di questi loschi signori che fanno profitto alle spalle degli immigrati. Quindi ribadisco: sono orgoglioso di essere schierato dalla parte della gente, da sempre”.

Alessandro Della Guglia



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2 Commenti

  1. Sti “social” stanno facendo molto male… Dall’altro alto, però, servono a individuare e isolare gli elementi meno “social”…

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