Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 lug – Emergenza giustizia: Italia ultima nella Ue per i tempi di quella civile la Commissione esprime preoccupazione, intanto imperversa lo scontro nella maggioranza sulla riforma del processo penale. Riformare la giustizia è una delle priorità assolute – anche in funzione dell’utilizzo dei fondi Ue del Recovery fund – ma il governo Draghi è bloccato dai 5 Stelle, che difendono l’obbrobrio di Bonafede sulla prescrizione, il famigerato “fine processo mai”.



Italia ultima in Ue per i tempi della giustizia civile

L’Italia è ultima in Ue per i tempi della giustizia civile, in particolare per l’ultimo grado di giudizio. Lo rivela l’ultimo rapporto della Commissione europea sulla Giustizia che si riferisce al 2019. In Italia per il terzo grado di giudizio in un processo civile ci vogliono in media 1.302 giorni, 791 per il secondo e 531 per il primo. Per rendersi conto delle differenze, basti pensare che Malta, la seconda più lenta, ci mette 875 giorni per l’ultimo giudizio. Per quanto riguarda il primo grado di giudizio, solo la Grecia è più lenta dell’Italia con 637 giorni.

Commissione Ue preoccupata per la situazione in Italia

La Commissione Ue è “preoccupata” per la situazione della giustizia in Italia e in particolare segnala che “il numero dei giudici resta uno dei più bassi dell’Unione”. Lo dice il commissario alla Giustizia Didier Reynders commentando la relazione Ue sull’Italia, in cui si conferma la lentezza del nostro sistema giudiziario. Reynders valuta positivamente gli impegni presi nel Pnrr italiano, in cui “ci sono riforme e investimenti che vanno nella direzione indicata dalla Commissione in tema di giustizia. Monitoreremo l’evoluzione, perché c’è un impegno a ridurre la durata dei procedimenti civili del 40% e del 25% di quelli penali, in cinque anni. Questo avrà un impatto positivo sull’economia e forse per attrarre investimenti stranieri, ma dobbiamo vedere che tipo di evoluzioni”. Chi non crede che questa legislatura riuscirà a intervenire con efficacia sulla giustizia è la Lega, che insieme con i Radicali sta raccogliendo le firme per un referendum.

Oggi in Cdm la riforma del processo penale della Cartabia

L’allarme lanciato da Bruxelles arriva proprio nel giorno in cui il Consiglio dei ministri è chiamato a fare il punto sulla riforma del processo penale del ministro della Giustizia Marta Cartabia. Sul fronte della prescrizione – stravolta dai grillini – nella riforma del Guardasigilli il decorso della prescrizione s’interrompe con la sentenza di primo grado ma il processo non può durare in eterno. Quindi, dopo il primo grado s’introduce una prescrizione processuale: due anni per concludere il processo d’appello; un anno per la CassazioneProposta ovviamente osteggiata dai 5 Stelle.

Insomma, sulla falsa riga del Pd, che vuole imporre il ddl Zan così com’è, senza le modifiche chieste da Iv e centrodestra, anche il M5S per adesso sembra aver adottato la linea del muro contro muro. Questo perché è una questione ideologica, sia nel caso del Pd che con i 5 Stelle, in forte crisi di consensi.

Adolfo Spezzaferro



La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta