Cosenza, 28 gen – Era solito picchiare incessantemente la compagna fino al giorno in cui, al termine dell’ennesima aggressione, l’ha rinchiusa in un pollaio. I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno così eseguito nei confronti di un 50enne rumeno la misura cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura. I reati contestati sono maltrattamenti familiari e lesioni aggravate.

L’inizio del calvario

Il calvario della donna, terminato pochi giorni fa, è iniziato durante i primi mesi del 2018, con la decisione di andare a convivere con il proprio compagno. Da subito il rumeno aveva mostrato un carattere violento che si acuiva quando questi beveva smodatamente alcolici – cosa che accadeva piuttosto spesso. Inizialmente la donna veniva offesa con ingiurie e minacce, per poi passare alle botte per futili motivi o semplicemente per ingiustificata gelosia. Gli episodi non erano isolati: si ripetevano continuamente e con una frequenza insostenibile: la donna ha poi riferito alle forze dell’ordine di essere stata picchiata al volto anche durante il giorno del proprio compleanno. In un’altra occasione l’uomo l’aveva colpita con un calcio sulla bocca, rompendole dei denti.

Il pollaio

L’escalation di violenze è culminata il giorno di capodanno del 2019, quando la donna aveva chiesto al compagno di poter invitare una coppia di amici a casa per festeggiare la fine dell’anno. Per tutta risposta il rumeno l’aveva accusata di volerlo tradire in casa sua, per poi trascinarla a forza dentro il pollaio adiacente all’abitazione. L’uomo l’aveva chiusa a chiave nella struttura costringendola così a passarvi tutta la notte.

L’ultima aggressione

Ma è stato l’ultimo episodio a convincere la vittima a denunciare il suo aguzzino: quando cioè l’uomo si era accanito contro di lei con schiaffi e pugni, l’aveva gettata a terra e le aveva sferrato dei calci sullo sterno indossando pesanti scarponi antinfortunistici, dalla punta in ferro. La donna era rimasta a terra sanguinante. Portata in ospedale, la stessa veniva ricoverata d’urgenza con lesioni su tutto il corpo ed una contusione polmonare. Sulla base della deposizione della donna e della refertazione medica, l’autorità giudiziaria ha applicato all’uomo la misura cautelare carceraria, ritenuta l’unica adeguata, “poiché misure più graduate, che consentono la libertà di movimento dell’indagato […] non appaiono idonee ad infrenarne l’elevata pericolosità e l’assoluta mancanza di autocontrollo”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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