Alessandria, 19 ott — Ammazzato di botte senza pietà: è la fine atroce di Cristian Martinelli, 35 anni, assassinato a sprangate e deceduto dopo due giorni di agonia. I carabinieri hanno fermato domenica mattina il presunto assassino: si tratta di Nicolae Capstrimb, 20enne di origine Moldava. Il giovane e la vittima si conoscevano, ma le indagini ora si estendono alla comitiva dello straniero, una gang composta da dieci giovani, tutti di origini marocchine, che da tempo tormentavano la vittima.

Cristian Martinelli ucciso dalla furia del branco

Il 35enne era arrivato alla stazione di casale Monferrato da Morano, nel Vercellese, dove risiedeva con la propria famiglia, per una visita di controllo. «Aveva avuto qualche problema di droga in passato — spiega al Corriere la sorella di Cristian, Valentina Martinelli — Ma ne era uscito e stava prendendo in mano la sua vita. Ora era a posto. Era una persona buona. Non meritava di morire così». Ucciso dalla furia del gruppo di stranieri, che già da tempo lo avevano preso di mira. Il pestaggio è avvenuto intorno alle 13.30 di venerdì, con il piazzale della stazione gremito di studenti di ritorno da scuola.

L’aggressione

«Per quello è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine — raccontano i due gestori della tabaccheria antistante la stazione —. Da quando non ci sono più Polfer e le telecamere sono solo nel piazzale della stazione questa è diventata zona franca», dove comandano le bande di ragazzini, in particolar modo dei cosiddetti «italiani di seconda generazione» che odiano l’Italia e gli italiani ma piangono perché vorrebbero la cittadinanza. Ma «nessuno si aspettava la morte di un giovane», spiegano. Stando alle deposizioni di numerosi testimoni, Capstrimb non avrebbe agito da solo: era in compagnia di coetanei «che avrebbero agito in concorso, quantomeno morale, incitandolo a fare male». Secondo alcuni Cristian Martinelli è caduto sui binari, si sarebbe rialzato raggiungendo il binario 2 ma sarebbe poi tornato indietro per farsi restituire gli occhiali da sole che il branco gli aveva sottratto. Il secondo massacro, quello risultato fatale, sarebbe avvenuto in questo frangente.

Due giorni di agonia

Cristian, Martinelli, riferiscono ancora i testimoni, non avrebbe chiamato subito i soccorsi: l’ambulanza è stata allertata alcune ore dopo, verso le 16, da alcuni pensionati che lo vedevano barcollare in Piazza Vittorio Veneto.Il 35enne morirà dopo due giorni di agonia, con un rene spappolato e varie emorragie interne. Sono stati gli occhiali a portare al fermo del moldavo, che ne era in possesso: fermato prima per lesiono aggravate, dopo qualche ora sono diventate omicidio volontario. 

Cristina Gauri

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7 Commenti

  1. Purtroppo abito nella cittadina dove è successo, se penso che una volta amavo la mia Casale proprio perchè tranquilla, mi viene da piangere.

  2. Fermo restando il fatto drammatico, da punire con la massima fermezza possibile (giustizia italiana permettendo) in questo articolo sono state scritte alcune inesattezze da non credere (condite appositamente da frasi fuorvianti). E questa dovrebbe essere informazione indipendente?
    PS.
    Abito in Casale, sono spesso a contatto con i giovani della città e figli di amici che sono nelle stesse fasce di età. Di questi si conoscono nomi, abitudini…

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