Roma, 19 giu – Quanto Zeffirelli fosse inviso alla sinistra è cosa nota. Non tanto perché il grande regista che ha segnato con il suo stile il cinema italiano fosse etichettabile come un maledetto fascista, tutt’altro. Era proprio quello stile, quel non aver peli sulla lingua, quella caparbietà che non lo portò mai a chinare la testa di fronte all’intellighentia, che osservava sempre con sospetto, a non andar giù agli impegnati radical chic nostrani. Zeffirelli era di un’altra pasta, di quella stirpe toscana che evoca tempi battaglieri, di quella Firenze permeata di cultura, splendore e moti di rivolta. L’atmosfera di certi salotti pigri e leziosi non faceva per lui, troppo aristocratico (nel senso greco del termine) per uniformarsi agli altri.

Dunque insopportabile per la sinistra, come “insopportabile” lo ha definito post mortem lo storico dell’arte Tommaso Montanari. Peccato che la saccenza porti spesso al disprezzo, unito a quella spiritosaggine supponente che caratterizza i mediocri che accusano così gli altri di essere dei mediocri. Ecco allora che un gigante viene definito “un insopportabile mediocre” da un Montanari qualunque, che pensa bene di storpiarne il nome in “Scerpirelli”. E non va santificato il gigante, perché lui, il Montanari qualunque, conosce “una Firenze che rabbrividisce di fronte alla scelta di Zeffirelli e Fallaci come testimonial di questa povera città: ridotta a un brand che è per metà merce e per metà manganello. Con la camicia nera: un po’ per lutto, e un po’ no”.

La replica di Salvini

Allora “Dio l’abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue”, scrive il compagno Montanari su Twitter riferendosi sempre a “Scerpirelli” Ecco, questo raffinato signore ha scritto un saggio intitolato “Istruzioni per l’uso del futuro”, che sarà una delle tracce all’esame di maturità. Lo stesso raffinato signore che nel febbraio 2018 ricevette da Luigi Di Maio la proposta di far parte della lista dei Ministri presentata dai Cinque Stelle. Non accettò, Montanari, perché lui non era disponibile a fare un governo con la Lega.

Oggi è finito nella bufera per l’indecorosa sparata su Zeffirelli. Il vicepremier Matteo Salvini ha replicato così: “Montanari? Finchè questo triste snob di sinistra insulta me, amen. Ma quando arriva a infangare due grandi come Fallaci e Zeffirelli, siamo al delirio. Che lasci ogni incarico pubblico e chieda scusa all’Italia”.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. La cosa triste che prima viene lo schieramento politico,poi l’arte.
    Geniale è l’artista che non dichiara mai apertamente l’orientamento politico temendo che quest’ultimo possa condizionargli pesantemente la carriera.
    E non c’è nè bravura nè talento che tengano.

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