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Roma, 1 giu – Ancora problemi sul fronte maturità. A nulla sono servite le rassicurazioni di metà maggio, quando il ministro dell’Istruzione Azzolina aveva garantito a studenti e insegnanti lo svolgimento «in sicurezza» della maturità 2020, arrivando a siglare un accordo per un documento condiviso tra sindacati e Miur relativamente al protocollo per lo svolgimento degli esami di Stato di II grado in presenza. Ma, a quanto pare, detto protocollo non ha tranquillizzato una buona parte dei docenti che saranno chiamati a valutare i maturandi di quest’anno, dal momento che a poco più di due settimane dall’inizio delle sessioni la nomina dei presidenti delle commissioni è ancora problematica in alcune Regioni. Sono state tantissime, infatti, le defezioni in Lombardia, Regione dove la paura del contagio rimane ancora forte. Soprattutto per quegli insegnanti la cui età si avvicina alla soglia anagrafica più a rischio di un decorso virulento del Covid-19. Lo denunciano varie sigle sindacali del mondo scolastico.

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Già nei giorni scorsi alcuni uffici scolastici regionali avevano richiamato per la seconda volta i professori appellandosi al senso di responsabilità di ognuno. Nei prossimi giorni sarà necessario agire d’ufficio per trovare i presidenti che ancora mancano all’appello. Intanto, nei giorni scorsi è arrivata la nota del Ministero dell’Istruzione a dare un chiarimento per i commissari interni degli esami di Stato; il commissario interno che dovesse avere una patologia pregressa che lo espone a maggiori rischi in caso di contagio potrebbe fare – previa presentazione di certificato medico – gli esami in videoconferenza o secondo un’altra modalità telematica sincrona.

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