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ramePisa, 16 aprile – La polizia di Stato ha sequestrato ieri cento chili di rame rubato, durante un controllo in un campo nomadi del litorale pisano. La refurtiva era in possesso di un rom di 24 anni, pregiudicato, che alla vista degli agenti ha cercato di nascondere le bobine di rame e scappare.

La scoperta del rame rubato non è frutto del caso, ma di un imponente servizio straordinario di controllo del territorio, che ha visto coinvolte circa 15 pattuglie tra polizia, carabinieri e polizia municipale.

Alla base di queste ispezioni e controlli congiunti, il tasso di criminalità del territorio pisano e proprio una recente serie di furti di rame. Furti che hanno colpito numerosi cantieri edili, ma anche tratti di ferrovia e addirittura un cimitero, quello di Asciano, dove a fine marzo sono state devastate un centinaio di tombe, per rubare guarnizioni, cornici, portafiori, paralumi e tutto ciò che fosse fatto di rame.
Gli inquirenti ritengono che il rame ritrovato sia il frutto diretto di questi furti.

I cimiteri quindi si aggiungono agli ormai classici bersagli dei ladri di rame, che colpiscono con frequenza società di trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni, aziende elettrotecniche e elettroniche attive nella produzione e nell’utilizzazione di beni prodotti con l’impiego di rame, e ancora strade, ferrovie e infrastrutture in genere.

rame1Questo fenomeno criminale ha superato ormai il livello di guardia,  tanto da giustificare la creazione dell’Osservatorio nazionale sui furti di rame, istituito presso il dipartimento della pubblica sicurezza, direzione centrale della polizia criminale. Infatti tali furti, oltre a provocare l’interruzione di pubblici servizi essenziali con ripercussioni di natura economica e sociale di particolare rilievo, possono avere conseguenze devastanti per la sicurezza della popolazione, che si trova ad utilizzare strutture scarnificate dal rame.

Ettore Maltempo

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