Il Primato Nazionale mensile in edicola

Lampedusa, 8 ago – La chiesa di San Gerlando dà il benvenuto ai turisti sbarcati a Lampedusa con un enorme murale della Madonna con il Bambino, entrambi dalle fattezze africane. E questo lascia subito presagire l’ideologia del parroco, lo stesso che ha concesso la “Casa della Fratellanza”, nato come centro estivo dei bimbi lampedusani, all’accoglienza degli immigrati.

Don Carmelo il prete anti-Salvini

Nel 2019, il parroco Carmelo La Magra è diventato noto per le proteste contro l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e in favore dello sbarco immediato degli immigrati a bordo della nave Sea Watch comandata da Carola Rackete: “Continueremo a dormire sul sagrato della chiesa finché non sarà consentito loro di scendere a terra in un porto sicuro”, aveva affermato il don a favore di telecamere. Sembrerebbe invece, come ci hanno riferito diversi residenti, che La Magra si sia ritirato in canonica poco dopo la mezzanotte. D’altronde, l’umidità notturna dell’isola può essere veramente fastidiosa per un solare prete pasciuto.

Lo spaccio di droga a Lampedusa

Residenti e commercianti sono indignati per quello che da anni sta succedendo attorno alla chiesa don Carmelo, e sono ormai esasperati. Nemmeno le Forze dell’Ordine sembrano essere interessate a porre fine al degrado che ogni sera si ripete in quella piazza, diventata il fortino dello spaccio di Lampedusa, anche grazie al Wi-Fi gratuito fornito dalla canonica agli immigrati. Non è ben chiara una questione ai lampedusani: la droga arriva a bordo dei barconi o è la malavita italiana ad assoldare, immediatamente dopo lo sbarco, gli immigrati. Certo è che gli immigrati spacciano ogni tipo di stupefacente anche ai minorenni dell’isola, e questo sta diventando una piega sociale con serie ripercussioni.

Rissa sfiorata tra immigrati nella piazza di spaccio – Video

La piazza della chiesa di don Carmelo, un tempo dedicata ai giochi dei bambini dell’isola, è infatti diventata una piazza di spaccio di stupefacenti presidiata dagli immigrati. “Non possiamo più far giocare i nostri figli”, ci riferiscono alcuni lampedusani preoccupati. Nonostante le quotidiane segnalazioni ai carabinieri, i cittadini sono lasciati soli di fronte al degrado d’importazione. “Chiamiamo continuamente in caserma, ma la maggior parte delle volte le nostre richieste di aiuto rimangono inascoltate, anche a causa della carenza di organico”, riferisce una madre preoccupata. “I migranti spacciano impunemente davanti ai ragazzini e le Forze dell’Ordine non fanno nulla”, afferma una commerciante che possiede un’attività a pochi passi dalla chiesa. Non solo spaccio: sono all’ordine del giorno anche le risse territoriali tra immigrati e l’abuso di alcol, e tutto ciò sembra venir tollerato dal parroco Carmelo La Magra.

I cittadini di Lampedusa, perlomeno quelli che non stanno facendo affari sull’accoglienza degli immigrati, si chiedono fino a quando potrà durare questo degrado prima che ci scappi un morto. Nel 2018, già un carabiniere rimase ferito mentre cercava di sedare una rissa tra clandestini tunisini, mentre gli immigrati diedero fuoco ad intere ale dell’hotspot ben quattro volte, nel 2009, nel 2011, nel 2016 e nel 2018.

L’esasperazione dei lampedusani

I cittadini lampedusani si sentono abbandonati dalle Forze dell’Ordine, dalle istituzioni e dai governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni. Certamente non è bastata la recente visita del ministro Luciana Lamorgese a rassicurare i residenti. Tutti gli intervistati, quelli che non fanno affari con l’accoglienza, hanno espresso una volontà comune: fermare la rotta migratoria verso Lampedusa e respingere i barconi che arrivano dalla Libia e dalla Tunisia, per salvare il settore del turismo e quello della pesca (già tartassato dalle ordinanze europee), e per salvaguardare la loro sicurezza, minacciata dal degrado d’importazione e dal pericolo per un possibile scoppio di un focolaio di coronavirus. “Perché elicotteri e droni sono stati usati solo per monitorare gli italiani durante il lockdown”, è una delle domande più frequenti degli abitanti dell’isola.

Francesca Totolo

4 Commenti

  1. Certo che se non si riesce a controllare lo spaccio neppure in un isolotto…, siamo proprio “fatti”!
    Una questione: ma quale è la percentuale di immigrati già dediti all’ uso di stupefacenti nel loro paese di origine?

  2. si raccoglie quello che si semina: andavate al tg1 a dire “venite, questa è la terra dell’accoglienza”? Vui facevate riprendere mentre donavate vestitini alla figlia appena nata di un’immigrata appena sbarcata? Facevate le vostre cerimonie pro accoglienza? Ecco, accontentati…

  3. Anche un bambino di 6 anni potrebbe prevedere che se catapulti alcune centinaia o migliaia di giovani tunisini su un’isola come Lampedusa dove ci saranno si e no 4 poliziotti in organico abituati a fare quattro multe e a dare delle indicazioni ai turisti d’estate crei una bomba sociale, ma forse anche quei coglioni al governo lo sanno ma semplicemente se ne fregano il loro obiettivo è trasformare L’ITALIA in un suk africano! Che schifo, che rabbia!

  4. Perche’ al vecchio cara di castelnuovo di porto ci andavano lisci.. sgomberato grazie a SALVINI era diventato un covo di spacciatori di morte!! e i soliti comunisti del czzo piangevano perche’ andavano via .

Commenta