Milano, 7 dic — Sarebbe un rumeno di 35 anni il principale sospettato del brutale omicidio di Pierantonio Secondi, l’82enne milanese il cui corpo senza vita è stato ritrovato ieri dai carabinieri: secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, l’omicida si sarebbe introdotto nell’abitazione della propria vittima sfondando la porta con una motosega, poi l’avrebbe assalito servendosi di due coltelli e dello stesso attrezzo da lavoro, infierendo con ferocia sul corpo. Il fatto criminoso sarebbe accaduto intorno alle 21 di domenica sera in uno stabile in zona Porta Romana.

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Nel mirino dei militari dell’Arma, come detto, vi è un 35enne rumeno che nei mesi scorsi era stato denunciato dall’anziano per stalking: il giudice aveva emesso nei suoi confronti un divieto di avvicinamento alla vittima, già notificato ad ottobre, a cui se ne era aggiunto un secondo — non ancora notificato — per impedirgli di avvicinarsi alla sorella e a un conoscente dell’82enne, anch’essi finiti per essere l’oggetto dell’interesse morboso-ossessivo dell’immigrato. Nell’appartamento della vittima i carabinieri avrebbero rinvenuto anche alcuni effetti personali del presunto «killer della motosega». L’ingresso e la fuga del rumeno nel palazzo sono state immortalate dalle telecamere di sicurezza, mentre gli investigatori hanno trovato, buttate sul pavimento della portineria, le copie stampate di alcune email in cui l’assassino avrebbe confessato di avere compiuto il gesto.

Anziano ammazzato con coltelli e motosega, il sospetto è un rumeno

Sono stati i vicini ad allertare le forze dell’ordine chiamando il 112, insospettiti dai rumori che provenivano dall’appartamento del Secondi. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, non c’era già più niente da fare per il pensionato, straziato dalle coltellate e dai fendenti di motosega. La vittima viveva da sola. «Solo negli ultimi tempi aveva qualche acciacco legato all’età, ma usciva regolarmente e frequentava il quartiere», è la testimonianza di un vicino. Secondo le prime ricostruzioni, Secondi era solito accogliere i propri partner nell’appartamento: «frequentazioni problematiche», poco raccomandabili come le definiscono i vicini. Anche con il rumeno aveva avuto una relazione, ma questi non riusciva ad accettarne la fine. Tanto che due mesi fa il presunto assassino si era piazzato per un giorno intero davanti al portone del palazzo, attendendo di poter parlare con l’82enne. Proprio questo episodio avrebbe convinto il pensionato a denunciare il rumeno per stalking.

Cristina Gauri

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