Milano, 13 gen — Da bocciofila per anziani a tendopoli per immigrati: un bel colpo di spugna multiculturale e muore uno dei più datati luoghi di aggregazione per pensionati nella cintura meneghina, il campo di bocce al parco Formentano in Largo Marinai d’Italia, nel capoluogo lombardo. Uno schiaffo a una fascia socialmente vulnerabile, quella degli anziani, e alla collettività tutta.

Bocciofila invasa dagli immigrati 

Già da qualche anno l’area subiva l’occupazione abusiva degli stranieri, ma questo avveniva solo nelle ore serali e notturne, quando cioè gli anziani avevano fatto rientro alle proprie abitazioni. Nel dicembre 2019 la Digos ci aveva scovato persino un tunisino radicalizzato fuggito da un carcere del modenese. Da alcuni giorni, invece, dai trenta ai quaranta immigrati si trovano stesi con le loro masserizie sui campi da gioco, e per tutta la durata del giorno. Una baraccopoli di clandestini in piena regola, con sacchi a pelo e fornelli da campo, con tutta la scia di degrado e insicurezza che queste seguono queste situazioni. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la bocciofila era stata data in gestione dal Comune ad un gruppo di anziani del quartiere. Ma il contratto è scaduto da una decina di giorni, e la gestione del campo è tornata a Palazzo Marino. Ora si ipotizza la chiusura tramite una recinzione della struttura.

Negli anni in cui l’occupazione dei campi riguardava solo la notte, gli anziani erano sempre stati molto comprensivi: all’epoca i «campeggiatori» non erano più di sei o sette e al mattino toglievano di torno le loro cose, permettendo così ai pensionati di giocare a bocce e frequentare il centro.

C’è dietro uno sgombero

Ma da dove sono arrivati tutti quegli immigrati? Il centrodestra del Municipio 4 punta il dito contro «lo sgombero delle palazzine Liberty dell’ex macello di viale Molise, avvenuto un paio di mesi fa. Le palazzine – spiega il capogruppo leghista Verri a Palazzo Marino — non sono molto lontane: ed è possibile che una parte degli abusivi che vi vivevano abbiano trovato invitante quello spazio coperto, come alternativa». Insomma, Sala l’amico degli stranieri prima sgombera le palazzine occupate e poi lascia a spasso gli sgomberati. Sulle spalle degli anziani, che nel frattempo sono stati privati della quotidianità, a causa dell’incapacità dell’amministrazione di garantire un sufficiente presidio del territorio.

Cristina Gauri

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