Roma, 13 gen – Via le corsie preferenziali per i ricoveri in ospedale dei pazienti affetti da Covid. Il Belgio il governo sta valutando di eliminarle, con un piano apposito elaborato dal Servizio pubblico federale per la salute (Sfb Santé). In pratica i reparti di terapia intensiva potrebbero essere aperti di nuovo a tutti, senza prevedere particolari corsie per i casi urgenti di coronavirus che verranno trattati come gli altri. Un passo verso il ritorno alla situazione pre-pandemica? Più che altro un cambio radicale di valutazione.

Perché il Belgio elimina le corsie preferenziali Covid

“C’è un consenso per cui in una fase d’urgenza di livello 3 le cure per il Covid non saranno più prioritarie rispetto a quelle per altri tipi di patologie”, dice Marcel Van der Auwera, capo della commissione del Pronto soccorso federale. “Non possiamo mettere a disposizione così tante risorse per una sola persona. Dobbiamo quindi stabilire una lista di priorità per la fase 3”, per cui “solo le persone con problemi urgenti potranno essere ammesse“, spiega van der Auwera. Una svolta significativa insomma.

Il piano belga è atto anche ad approntare il terreno per una convivenza meno drammatica con il coronavirus, evitando possibilmente pressioni sulle strutture sanitarie.

Il piano della Spagna

Una strategia per certi versi analoga a quella della Spagna, con il governo di Madrid che intende iniziare a curare le persone come se il Covid fosse una comune influenza. Il caso spagnolo è ancora più emblematico però, perché l’esecutivo guidato da Pedro Sanchez vorrebbe anche smettere di contare, da ora in poi, ogni singolo caso di contagio. Evitando di fatto anche i test alla semplice comparsa di un minimo sintomo. Di conseguenza il Covid verrebbe trattato come una malattia respiratoria. Un cambio di passo radicale, a cui le autorità sanitarie spagnole, peraltro, stanno lavorando dall’estate scorsa. E che adesso potrebbe fare da apripista in Europa.

Alessandro Della Guglia

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