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Milano, 7 dic – Un’altra rivolta di immigrati al «tristemente noto» Centro per il rimpatrio (Cpr) di via Corelli a Milano. Nella serata di ieri domenica 6 dicembre gli stranieri in attesa di espulsione ospiti all’interno della struttura hanno scatenato l’inferno incendiando materassi e altri oggetti, tanto da rendere necessario l’intervento di vigili del fuoco e forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. Lo riporta Milanotoday.



Il bilancio della sommossa è di due feriti: un ragazzo di 22 anni intossicato dal fumo dell’incendio e un uomo di 36 anni che avrebbe tentato di togliersi la vita. Per entrambi si è reso necessario il ricovero in ospedale.

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Immigrati in rivolta 

I fatti si sono svolti intorno alle 22. Sulla causa scatenante della rivolta stanno ancora indagando le forze dell’ordine, ma secondo la testimonianza recata da alcuni interrogati, a innescare l’ira degli immigrati sarebbe stato il tentativo di suicidio di uno degli stranieri ospiti del centro, un uomo di 36 anni. La centrale operativa del 118 aveva inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica; tuttavia, solo nel corso dell’intervento dei sanitari si sarebbero scatenate le prime manifestazioni violente.

Due feriti

Gli immigrati coinvolti nella rivolta avrebbero quindi dato fuoco ai materassi e agli oggetti d’arredo all’interno della struttura. I vigili del fuoco, intervenuti al Cpr con otto mezzi, hanno domato le fiamme. Contestualmente polizia, carabinieri in assetto antisommossa sono giunti sul posto coadiuvati da alcuni militari dell’esercito per ristabilire l’ordine all’interno del centro espulsioni. Sempre secondo quanto riferito da MilanoToday Il 36enne è stato trasportato in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda mentre il 22enne, intossicato dal fumo, è stato accompagnato in codice verde al Fatebenefratelli.

Situazione esplosiva

Quello di ieri sera è l’ultimo dei numerosi tentativi di rivolta – più o meno premeditati – che hanno avuto luogo al Cpr di via Corelli. L’ultimo episodio prima di ieri sera era avvenuto venerdì 20 novembre. Quel giorno una quarantina di immigrati nordafricani avevano innescato la solita protesta a base di materassi incendiati e arredi danneggiati, così come le porte e le finestre, vetri rotti e alcune persone sul tetto.

Cristina Gauri

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