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Catania, 11 mar – E’ giallo sulla morte di Stefano Paternò, il militare in servizio all’Arsenale di Augusta che ha perso la vita poche ore dopo aver ricevuto una dose di vaccino anti Covid. L’uomo, 43 anni, risiedeva a Misterbianco (Catania) insieme alla moglie e ai due figli di 12 e 14 anni e gli era stato iniettato il farmaco AstraZeneca nella mattinata di lunedì presso i locali dell’ospedale militare di Augusta. Alcune ore dopo il rientro a casa il militare avrebbe accusato i primi sintomi: una febbre che in serata si sarebbe fatta via via più forte, fino al peggioramento. Poi, la morte, avvenuta nottetempo.



Nelle comunicazioni ufficiali è stato indicato l’arresto cardiaco come causa del decesso, mentre fonti mediche catanesi riferiscono di «verifiche in corso». Ieri il procuratore capo di Siracusa, Sabrina Gambino confermava che al momento non esistevano elementi «per legare il decesso del militare alla somministrazione del vaccino. Non possiamo dire che esiste correlazione. Ci sono degli accertamenti in corso e sarà l’autopsia a stabilire quali sono state le cause della morte».

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Ma tanti elementi non tornano. Intanto i legali della famiglia, gli avvocati Dario Seminara, Lisa Gagliano e Attilio Indelicato, hanno presentato un esposto nelle scorse ore. L’obiettivo  è far luce su quanto accaduto e cercare di risalire alle cause della morte del militare.

Il racconto della moglie del militare morto

«Vogliamo andare sino in fondo, vogliamo giustizia, vogliamo sapere la verità e capire se a provocare la morte di mio marito sia stato il vaccino». Così spiega ad AdnKronos Caterina Arena, la moglie di Stefano Paternò. «Mio marito aveva fatto il vaccino lunedì mattina e nel pomeriggio è rientrato a casa e stava bene. Intorno alle 19.30 avvertiva dei tremori, aveva freddo e misurando la temperatura, aveva la febbre a 39». Dopo aver preso una tachipirna «la febbre era scesa, si è sentito meglio e verso le 23 siamo andati a dormire».

Poi, la situazione precipita. «In nottata però sono stata svegliata dai suoi lamenti: tremava, traballava nel letto ed aveva un respiro pesante». Parte la chiamata al 118. Arrivano i medici «in pochissimo tempo» per «dargli aiuto in ogni modo, pure il massaggio cardiaco, ma non c’è stato nulla da fare». Conclude: «Non sono riusciti a capire da cosa fosse stato determinato quello stato».

L’autopsia è prevista per oggi

«Mio marito era un servitore dello Stato che non vedeva l’ora di farlo per essere operativo e potere affrontare le missioni imbarcato sulle navi della Marina», precisa amaramente la signora Caterina. La salma si trova ora all’ospedale Cannizzaro di Catania. L’esame autoptico del militare potrebbe già essere effettuato nella giornata di oggi, secondo il sito News Sicilia. Secondo i legali della moglie «va verificata, nell’interesse della collettività, l’ipotesi di uno stock di fiale difettose o di improvvide manovre o ogni altra possibile causa».

La Procura sequestra le fiale

Nel frattempo la Procura di Siracusa avrebbe già disposto il sequestro della partita di fiale a cui apparteneva la dose somministrata a Paternò. Sono in corso le verifiche della posizione dei medici e degli infermieri che si sono occupati della vaccinazione del sottufficiale. «”E’ necessario che l’autorità indaghi su quanto è accaduto. Bisogna capire se ci siano delle malattie pregresse, se ci siano state delle reazioni allergiche, così come va controllato lo stock di fiale all’ospedale militare».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Ci vogliono i morti per capire che la elargizione dei vaccini non è come dare le caramelle?! Con le direzioni sanitarie che abbiamo, meno si fa meglio è! Cagnacci di amministratori (nella migliore delle ipotesi), non i migliori, tradizionali medici come dovrebbe essere….

  2. mah.
    perchè vaccinare un militare di 43 anni?
    teoricamente dovrebbe essere sano,visto il lavoro che fa.
    e
    NON è anziano,
    NON è un medico,
    NON fa una professione a rischio,
    tipo operatore nelle rsa e simili:

    perchè è passato avanti ad altri,che in teoria avevano più necessità di essere vaccinati di lui?
    mistero.

    detto questo,è vero che recentemente sui media si leggono molte di queste notizie..
    e mettono parecchi dubbi nella gente.

    ma dobbiamo anche considerare le cose come stanno effettivamente:
    siamo già a quasi 320 milioni di dosi di vaccino,
    in giro per il mondo:
    il comunissimo paracetamolo reperibile in qualsiasi farmacia come farmaco da banco
    e senza ricetta,fa migliaia di morti all’anno:
    e somministrato a 320milioni di
    persone contemporaneamente,quanti morti si lascia dietro?

    la verità che nessuno dice,è che quando si utilizza qualsiasi farmaco…anche il più blando come
    una semplice aspirina
    (o un vaccino,in questo caso)
    bisogna SEMPRE valutare il rapporto rischi\ benefici.
    e in un vaccino….
    anche se ancora scarsamente conosciuto,
    come questi a mrna
    i rischi sono ENORMEMENTE inferiori,ai benefici.

    poi qualche effetto collaterale ci sarà…
    magari anche grave:
    ma in inghilterra sono passati da più di mille morti al giorno a
    sessantasette,se non sbaglio:
    e non hanno ancora completato la copertura.

    teniamone conto,prima di spaventarci inutilmente per un vaccino.

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