Roma, 4 nov – Cento anni in piedi, il Milite Ignoto. Cento anni da vivo, pulsante nel fuoco che accende ancora i cuori degli italiani che non dimenticano. Una figura verde, bianca e rossa come il sangue che bagna la neve delle nostre montagne lassù, a nord. E poi vibra d’orgoglio, scivolando fulgida fino a toccare gli ultimi scogli delle nostre isole laggiù, nel profondo sud di una terra unita che ha saputo combattere e vincere.



Nel nome del Milite Ignoto: rose rosse, una poesia e picchetti d’onore

Cento anni ricordati con picchetti d’onore, accompagnati da omaggi floreali, in tutte le stazioni tappe del treno rievocativo del centenario. E poi per il 4 novembre un mazzo di rose rosse e una poesia, adagiate dai bambini ai piedi dei monumenti che ricordano i caduti italiani. Così CasaPound ha deciso di onorare la memoria del Milite Ignoto. “Tra i nomi incisi sui monumenti ai caduti – si legge nella nota di Cpi – ogni Italiano può trovare un suo avo e come Italiani, come nipoti di chi ha sacrificato la sua vita per l’onore d’Italia, abbiamo voluto rendere omaggio agli eroi della Grande Guerra”.

“In un paese allo sbando, dove i finti valori ‘sociali’ sembrano dominare, diventa un dovere ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, che l’Italia è un paese che si fonda e si forgia su valori eroici e spirituali che affondando le proprie radici nei millenni e che si sono concretizzati, una volta di più, nello slancio guerriero di chi è caduto sulle trincee a difesa di una Nazione intera”, scrive ancora il movimento.

Ricordare e onorare

“È a loro che deve correre il nostro pensiero ogni volta che stiamo per cedere di fronte agli ostacoli che un’epoca come la nostra ci pone di fronte ogni singolo giorno: come non si sono arresi i nostri avi di fronte alle sfide mortali che la disfatta di Caporetto ha posto loro davanti, così noi non possiamo arrenderci ora di fronte ai nemici interni di questo paese. Oggi dobbiamo non solo ricordare ma incarnare e trasmettere: nel nome nome del Milite, nel nome degli Eroi, risorgi, combatti e vinci, Italia”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. purtroppo nessuno si ricorda piu il sacrificio che è costata la libertà, proprio in questo momento dove sembra perso anche il diritto di rivendicarla, dobbiamo tenercela stretta perchè non è così scontato mantenerla.

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