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Roma, 27 gen – Dopo TikTok, è il turno di Facebook e Instagram a finire sotto la lente d’ingrandimento del Garante per la protezione dei dati personali a tutela dei minori sui social.



La tragica morte della piccola Antonella, la bimba di dieci anni deceduta a Palermo dopo essersi strangolata per partecipare a una sfida su TikTok, ha sollevato prepotentemente la questione dell’età minima di iscrizione alle piattaforme social.

Un fascicolo su Facebook e Instagram

Ieri l’autorità ha pertanto aperto un fascicolo su Facebook e Instagram chiedendo ai gestori di entrambi i social chiarimenti su tutte le attività che la piccola Antonella svolgeva sulla piattaforma. Secondo quanto hanno riportato alcuni articoli di stampa, che riferivano le parole dello stesso padre della bimba, la minore aveva accesso a vari profili aperti a suo nome, nonostante non avesse ancora raggiunto l’età minima per poterne usufruire.

La questione dell’età minima di iscrizione

Obiettivo del Garante è fare luce sul numero di profili a cui aveva accesso, e su chi abbia consentito l’iscrizione di una bambina di soli 10 anni. «L’Autorità ha dunque chiesto a Facebook, che controlla anche Instagram, di fornire una serie di informazioni – si legge sul sito del Garante – a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme. Ma ha chiesto soprattutto di fornire precise indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell’età dell’utente adottate per controllare il rispetto dell’età minima di iscrizione».

Facebook dovrà dare riscontro al Garante entro 15 giorni. Inoltre, «la verifica dell’Autorità sarà estesa anche agli altri social, in particolare riguardo alle modalità di accesso alle piattaforme da parte dei minori».

Facebook: “Collaboreremo con il Garante”

«In questo tragico momento, le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia della bambina. Sicurezza e privacy sono le più grandi priorità per Facebook e Instagram. Collaboreremo pienamente con l’Autorità Garante per la privacy». Così il portavoce di Facebook ha commentato il fascicolo aperto dal Garante dopo il caso della bambina di Palermo.

Cristina Gauri

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