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Roma, 23 ott – Come se non bastassero medici, virologi, statistici che si rincorrono tra comitato tecnico scientifico, telegiornali e show televisivi, in una narrazione che a tratti assume la fisionomia di una soap opera, ecco che a rincarare la dose – sempre rigorosamente nel nome della «scienza» – arriva l’appello di cento tra accademici e scienziati inoltrato al Presidente del Consiglio Conte e al Presidente della Repubblica Mattarella. Cosa chiedono i cento scienziati, tutti esperti di discipline scientifiche che non hanno alcuna attinenza con il contrasto della pandemia? Di adottare misure estremamente severe e pesanti per contrastare il contagio, dando quindi «piena adesione alla richiesta» del presidente dei Lincei, Giorgio Parisi «di assumere provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni» per «evitare che i numeri del contagio in Italia arrivino inevitabilmente, in assenza di misure correttive efficaci, nelle prossime tre settimane, a produrre alcune centinaia di decessi al giorno»

Tra i firmatari, spiccano i nomi del Rettore della Normale di Pisa, Luigi Ambrosio e di Fernando Ferroni, ex presidente Istituto Nazionale Fisica Nucleare, Gianfranco Viesti, economista dell’Università di Bari, Carlo Doglioni geologo e presidente Istituto nazionale geofisica e vulcanologia, Alfio Quarteroni, matematico applicato, Enzo Marinari, ordinario di Fisica alla Sapienza, Roberta Calvano, ordinaria di Diritto costituzionale Unitelma Sapienza, Piero Marcati, prorettore Gran Sasso Institute, Alessandra Celletti astronoma vicepresidente Anvur.

Nel testo dell’appello si legge: «Come scienziati, ricercatori, professori universitari riteniamo doveroso ed urgente esprimere la nostra più viva preoccupazione in merito alla fase attuale di diffusione della pandemia da Covid-19 e riteniamo utile segnalare all’attenzione delle Istituzioni, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Governo, nella persona del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le stime riportate nell’articolo del Presidente dell’Accademia dei Lincei, professor Giorgio Parisi, pubblicato nelle scorse ore nel blog dell’Huffington Post».

Naturalmente non poteva mancare una tirata contro le ragioni dell’economia, come se il sostentamento delle famiglie, delle partite Iva, dei commercianti fosse qualcosa su cui poter sorvolare con un agevole tratto di penna. «Il necessario contemperamento delle esigenze dell’economia e della tutela dei posti di lavoro con quelle del contenimento della diffusione del contagio deve ora lasciar spazio alla pressante esigenza di salvaguardare il diritto alla salute individuale e collettiva sancito nell’art. 32 della Carta costituzionale come inviolabile» si legge infatti nel corpo dell’appello; il «contemperamento» è però declinato a senso unico, contro le imprese, i commercianti, i liberi professionisti. Certo, comprendiamo che si deve mangiare ma il contrasto al contagio prima di tutto, sembra di poter comprendere da quelle righe. Come se di fame non si potesse morire.

La conclusione dell’appello è una piccola perla di detto e non detto. «…Prendere misure efficaci adesso serve proprio per salvare l’economia e i posti di lavoro. Più tempo si aspetta, più le misure che si prenderanno dovranno essere più dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore. È per questo che il contagio va fermato ora, con misure adeguate, ed è per questo che chiediamo di intervenire ora in modo adeguato, nel rispetto delle garanzie costituzionali, ma nella piena salvaguardia della salute dei cittadini, che va di pari passo ed è anch’essa necessaria e funzionale al benessere economico».
Qualcuno faccia qualcosa, insomma. Di severo, di drastico, e se ne assuma le responsabilità, sembrano lasciare intendere i firmatari. Gli scienziati e gli accademici non dicono, ovviamente, cosa bisognerebbe fare, né come garantire le persone nel cuore di un nuovo lockdown dal punto di vista economico. Perché quando il virus sarà alle spalle, andando di questo passo, sarà la crisi economica a mietere le sue di vittime. Ma non sembra essere un problema degli «scienziatoni».

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. ‘annamo bbene …. e sti 100 cojoni sarebbero scienziati ???? ‘dde chè ??

    Il virus sparirà quando TUTTI saranno invirati …. cosa credete sia un vaccino ?
    Ti INIETTANO il virus e diventi immune ….. e sti sapientoni vogliono farci
    MORIRE di FAME per le loro idee BALZANE .
    Vedasi la STORIA della SPAGNOLA , MORTALE più del simpatico SARS_COV-2 .

    Chiudi tutto lock-minchia ,,,, il virus si ferma per ripartire appena RIAPRI !!!!!
    Ma dove hanno studiato sti MINUS HABENS ????

    Il piccolo SC2 che non capisco perchè chiamino COVID-19 …. colpisce SOLO il 3% dei malati in modo SIGNOFICATIVO ,
    ed uccide solo lo 0,02 % dei malati GRAVI !!!!

    Unica eccezione i Bergamaschi , su cui andrà fatta una ricerca seria …

    ah già scusate …

    grazie a COGLIONI come Gallo-SHOW NON possiamo fare nulla !!!!
    Hanno CREMATO i morti ed IMPEDITO le AUTOPSIE !!!!

    Li hanno PAGATI i cinesi AUTORI del VIRUS-Letale-Militare ?????
    sapete che la Cina FINANZIA i Virologi-SHOW.Man ????

    A pensar male si fa peccato ma si fa bene (G.Andreotti)

  2. […] In fine il trionfo de Lascienza che stiamo vedendo da ben dieci mesi: La pandemia Covid. La trasformazione di un’epidemia, sicuramente seria, nella peste del secolo. Non mi dilungo nemmeno ad elencarvi tutte le contraddizioni, le follie e le assurdità di cui siamo stati testimoni in questi mesi, chiunque dotato di un minimo di cervello ne ha purtroppo preso coscienza. Ciò che voglio sottolineare è che ognuna delle follie che abbiamo visto e che vedremo ancora viene giustificata in nome dalla Scienza, e pertanto ogni misura che ci è stata imposta, in quanto “scientificamente fondata”, è sicuramente giusta e incontestabile. Ogni giorno virologi da salotto e comitati scientifici ci dicono la cosa giusta da fare, chi si azzarda solo a fare un’obbiezione viene violentemente zittito e insultato, sia nei media che nella via quotidiana, soprattutto da coloro che, paralizzati dalla paura, si affidano ciecamente alle indicazioni ufficiali, non importa quanto contraddittorie e insensate. Tra le tante assurdità viste fin’ora vorrei ricordarne una, non tanto per importanza, ma perché emblematica; l’appello di cento scienziati italiani al Presidente della Repubblica perché si adottino misure molto più severe per il contenimento dell’epidemia; leggasi nuovo lockdown totale. Tra i firmatari dell’appello non compare nemmeno un medico, sono scienziati delle discipline più disparate. Ma essi sono “scienziati”, pertanto hanno ragione a priori, sono i nuovi gran sacerdoti della religione scientista. Non importa che il buon senso ci dica che un geologo non ne sa più di virus di un panettiere o di un geometra, Lascienza ha sempre ragione. […]

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