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Molestie sulle donne. Ecco cosa dice il documento dell’Agenzia Ue per i diritti

by Francesca Totolo
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molestie, donne

Roma, 22 feb – L’Agenzia Ue per i diritti fondamentali (Fra) ha pubblicato un sondaggio, effettuato in 29 Paesi (27 Paesi Ue, Macedonia del Nord e Regno Unito), intitolato “Crimine, sicurezza e diritti delle vittime” in cui viene evidenziato che “Quasi una persona su 10 (il 9 per cento) nei 27 Paesi Ue ha subito violenza fisica nei cinque anni precedenti l’indagine e il 6% ha subito violenza fisica nei 12 mesi precedenti l’indagine. Ciò corrisponde a più di 22 milioni di persone che subiscono violenza fisica in un anno nei 27 Paesi Ue”. Le analisi delle maggiori testate italiane si sono limitate a sottolineare curiosamente solo alcuni aspetti, probabilmente senza leggere accuratamente il documento della Fra. Quindi, lo abbiamo fatto noi.

Le molestie subite dalle donne (e non solo)

L’Agenzia Ue per i diritti fondamentali riporta che “Nei 27 Paesi della Ue, due persone su cinque (il 41 per cento) hanno subito molestie – sia commenti/gesti offensivi e minacciosi di persona sia messaggi offensivi e minacciosi inviati online, anche attraverso i social media – nei cinque anni precedenti all’indagine. Nei 12 mesi precedenti l’indagine, il 29 per cento ha subito molestie. Ciò corrisponde a quasi 110 milioni persone nei 27 Paesi Ue che sono state vittime di molestie in un anno”. Le esperienze di molestie variano dal 46% al 9%, a seconda del Paese (nei 12 mesi precedenti l’indagine)”. Ad essere percentualmente più colpite, sono le persone con gravi problemi di disabilità, minoranze etniche e omosessuali. Il documento del Fra evidenzia altresì che il 72 per cento degli episodi di molestie di natura sessuale contro le donne sono stati commessi da persone sconosciute, mentre il 57 per cento delle donne ha affermato che le molestie sessuali sono avvenute in pubblico (per strada, in un parco o in un altro luogo pubblico).

Anche gli uomini sono vittime di molestie sessuali, sebbene questo dato non sia stato riportato da nessuna testata mainstream italiana. A differenza del 72 per cento delle donne che hanno testimoniato di aver subito molestie sessuali da sconosciuti, gli uomini hanno menzionato uno sconosciuto nel 40 per cento dei casi: “Le molestie di natura sessuale subite dagli uomini spesso coinvolgono un amico, un conoscente o un vicino come autore”. Inoltre, il 21 per cento degli uomini hanno riferito di aver subito molestie sessuali da donne.

Il numero delle molestie varia notevolmente tra i paesi. Nei Paesi Ue, il tasso medio di molestie negli ultimi dodici mesi prima della pubblicazione del sondaggio è del 29 per cento. Gli Stati più virtuosi sono l’Ungheria (9 per cento), l’Italia (11 per cento), Cipro (11 per cento) e Malta (12 per cento), mentre la Francia (46 per cento), Germania (43 per cento), Austria (43 per cento) e Paesi Bassi (40 per cento) fanno segnare i tassi di molestie più alti in Europa. Anche il Regno Unito si distingue per un tasso elevato, il 42 per cento.

Addirittura, considerando i cinque anni complessivi del sondaggio dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali, la Francia ha fatto segnare un tasso di molestie del 62 per cento, i Paesi Bassi del 58 per cento, la Germania e l’Austria del 57 per cento, e il Regno unito del 56 per cento. L’Italia rimane nei posti più bassi della classifica con un tasso di molestie pari al 17 per cento. Come è facilmente intuibile nel grafico della Fra, i Paesi con una lunga storia di immigrazione dall’Africa e dal Medio Oriente hanno tassi di molestie esponenzialmente più alti rispetto a quelli in cui l’immigrazione è più giovane.

Avevamo già documentato, in due diverse inchieste, sia la più elevata propensione al crimine degli stranieri rispetto agli italiani, sia che un terzo delle condanne in Italia sia stato emesso nei confronti degli immigrati. Purtroppo, nel sondaggio dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali non si fa riferimento alle nazionalità degli autori delle molestie. Però il dato che evidenzia che il 72 per cento delle molestie sessuali commesso da sconosciuti alla vittima è esplicativo e smentisce la retorica mainstream che parla del partner/familiare come principale aguzzino.

L’Agenzia Ue per i diritti fondamentali ha chiesto alle vittime se hanno denunciato gli episodi di violenza. In media, il 30 per cento dei cittadini dei Paesi Ue intervistati, che ha subito violenze nei cinque anni precedenti all’indagine, indica di averlo segnalato, mentre il 64 per cento non ha segnalato l’aggressione. Il 5 per cento, invece, ha dichiarato che la polizia era già a conoscenza della violenza e non ha dovuto denunciarla.

Il tasso di denuncia in Italia è il maggiore in Europa e si attesta al 40 per cento, come in Francia. In Germania, le vittime denunciano gli autori delle violenze nel 37 per cento dei casi, mentre nel Regno Unito le denunce riguardano solo il 18 per cento dei casi. Maglia nera è la Finlandia, dove le vittime denunciano solo nel 9 per cento dei casi di violenza.

Molestie, le denunce delle donne alle autorità

In media, il 19 per cento delle persone dei Paesi Ue che hanno subito molestie (sessuali e non) nei cinque anni precedenti all’indagine ha segnalato l’accaduto alla polizia (11 per cento), ad un’organizzazione (6 per cento), e a entrambi (2 per cento).

In Italia, il tasso di denuncia delle molestie è del 20 per cento (11 per cento alla polizia, 1 per cento ad un’organizzazione, 2 per cento a entrambi), in Francia è del 21 per cento e in Germania è del 20 per cento. I Paesi in cui si denunciano meno le molestie sono il Portogallo (5 per cento) e l’Austria (il 7 per cento).

Percezione del rischio e prevenzione delle situazioni rischiose

Il sondaggio dell’Agenzia Ue ha chiesto alle persone se, nei 12 mesi prima del sondaggio, avessero evitato di “andare in certe strade o in certe zone”, e/o di “andare in luoghi dove non ci sono altre persone in giro”, e/o di “stare da solo con qualcuno che conosci e che ti fa sentire insicuro”.

Nei Paesi dell’Unione Europea, in media, il 20 per cento degli intervistati ha risposto di evitare sempre o spesso determinate situazioni che potrebbero comportare aggressioni e molestie, il 41 per cento qualche volta, e il 39 per cento mai. L’Italia è in perfetta linea con la media europea, mentre la Francia è il Paese in cui gli abitanti sono più intimoriti dalla criminalità: il 28 per cento dei francesi ha dichiarato di evitare sempre o spesso determinate situazioni che potrebbero comportare aggressioni e molestie, il 47 per cento qualche volta, e solo il 25 per cento mai. Gli Stati in cui è meno elevato il tasso di percezione del rischio sono Cipro, Paesi Bassi, Croazia e Ungheria. Ovviamente essendo stati intervistati sia uomini sia donne, il tasso di percezione del rischio è differente tra i due generi: in media, il 72 per cento delle donne dei Paesi Ue ha dichiarato di aver evitato una o più delle situazioni sopra elencate almeno qualche volta, contro il 48 per cento degli uomini.

Considerazioni finali

Dal sondaggio dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali emerge che l’Italia è tra i Paesi più sicuri dell’Unione Europea, che il 72 per cento delle donne della Ue ha testimoniato di aver subito molestie sessuali da sconosciuti, che in tutta Europa sono poche le vittime di violenze che denunciano gli assalitori, e che soprattutto le donne sono terrorizzate da determinate strade e zone delle loro città. Ciò nonostante, la maggior parte delle testate mainstream italiane si sono limitate a evidenziare che in Italia “il 70% delle donne non denuncia” come Rainews e l’Ansa, che peraltro hanno riportato entrambe un dato inesatto perché, come scritto in precedenza, il tasso di denuncia delle violenza in Italia è del 40 per cento (il più alto in Europa). Lo stesso ha fatto Fanpage in un articolo in cui la giornalista Giulia Torlone ha pure evidenziato che l’Italia sarebbe il “Paese del ‘te la sei cercata’” e che quindi “non possiamo stupirci”. La Torlone, nella sua biografia, ha scritto di essere “convinta che le donne cambieranno il mondo”, ma certamente non lo faranno pubblicando bufale.

Francesca Totolo

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3 comments

Fabio Crociato 22 Febbraio 2021 - 11:22

A mio avviso la percentuale di chi evita spesso o sempre determinate situazioni (possiamo soffermarci su quali), è gravemente falsata al contrario… L’ 80% della media europea, a torto o ragione, si caga sotto.
On the road again, on the road again…, sempre più impossibile?!
Buoni rilevamenti lavorativi!

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jenablindata 24 Febbraio 2021 - 9:02

finalmente un pò di obiettività:
RARA COME ACQUA NEL DESERTO,nel nostro paese…
e per questo,preziosissima.

…già che ci siamo sarebbe interessante una classifica di
quanto è realmente sicuro il nostro paese,ANCHE riguardo alle aggressioni di uomini…
(di ogni età,compreso il bullismo scolastico)
verso altri uomini,problema che avvelena la vita di molti,e che è gravemente sottovalutato:

una OTTIMA legge che secondo me è necessario inserire
nel nostro ordinamento per esempio,
sono tre mesi di carcere OBBLIGATORI (fuori da condizionali e sconti vari, intendo)
per chiunque alzi le mani per primo,in una lite:
dovunque si svolga,per strada come a scuola.
(non costerebbe nemmeno tanto,e sarebbe fortemente educativo:tre mesi chiusi in una stanza singola..
senza poter fare NIENTE altro che annoiarsi,calma chiunque)

e sopratutto….
una legge che dica chiaramente che se durante una lite si continua a colpire una persona che è andata a terra,
c’è l’ automatica imputazione per TENTATO OMICIDIO,
(con relative pene)
INDIPENDENTEMENTE dagli esiti della lite.

in giappone per esempio,su questa strada sono così avanti che quando hanno
delle questioni da regolare
si danno appuntamento in qualche palestra di arti marziali,
per evitarsi un mare di rogne….

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