Roma, 7 giu — Sono stati minuti interminabili di terrore tra le fermate di Peschiera del Garda e Desenzano: quello delle 6 ragazzine molestate dalla torma di immigrati saliti in massa sul treno al termine del devastante «raduno africano» del 2 giugno, ma anche quello, carico di impotenza, dei genitori, che le vittime tentavano di contattare telefonicamente per chiedere aiuto.

Molestie a Peschiera, un padre punta il dito contro ferrovie e polizia 

«Quando mi ha detto che era bloccata, che le stavano tutti addosso e non riusciva nemmeno a respirare sono impazzito… mia figlia era in balia di gente senza scrupoli e io ero a casa, impotente. Se non fosse riuscita a scendere a Desenzano quelli non so cosa le avrebbero fatto», racconta al Corriere Alberto, padre di una delle due ragazze del Pavese che hanno denunciato le molestie sessuali. Dal treno partito da Peschiera la figlia lo chiamava terrorizzata. «Uno squillo, poche parole e cadeva la linea. Aveva paura che pensassero che stava chiamando la polizia. Parlava a monosillabi e riattaccava. Poi non rispondeva, quindi mandava un messaggio: “Papà siamo ammassati, non ci fanno scendere”».

Forze dell’ordine assenti

A quel punto il padre suggerisce di spostarsi in un altro vagone e scendere alla prima fermata. Impresa impossibile. «Lei: “non riesco neanche a girarmi”. A quel punto sono andato nel panico. Erano degli invasati e le potevano fare di tutto. Pensavo: magari saranno anche ubriachi… e se hanno dei coltelli…». Alberto decide di rivolgersi alle forze dell’ordine. Come chiamare un morto. Tra linee mute e rimpalli di competenza «è stato un altro incubo. Ho chiamato prima i numeri della polizia ferroviaria di Peschiera, ma non rispondeva nessuno. Quindi ho telefonato al 112, e mi hanno passato i carabinieri di Peschiera. Gli ho spiegato cosa stava succedendo e mi hanno detto che non era di loro competenza e avrebbero chiamato la polizia ferroviaria. Al che gli ho urlato: “ma è questo il modo di gestire un’emergenza?”».

Misoginia e razzismo

All’uomo non è rimasto da fare altro che mettersi in macchina. «Mezz’ora dopo mi chiamano i carabinieri dicendomi che stavano mandando le pattuglie a Peschiera. Peccato che mia figlie intanto era già riuscita a scendere, ma a Desenzano». Finalmente la ragazza può mettersi in contatto con il genitore, al riparo dal branco. «Mi ha chiamato quando io ero ancora in strada. Al telefono piangeva. Gli ho detto: “Restate in gruppo, andate in un posto affollato”. Al mio arrivo le ho trovate tutte cinque in un bar. Tremavano ancora per la paura». Poi il racconto di quegli interminabili minuti, a base di palpeggiamenti e razzismo: «Le toccavano, dicendo: “Donne bianche voi non potete stare qui.. siete delle privilegiate”. Quando una di loro ha avuto l’attacco di panico ed è svenuta loro si sono tolti la maglietta per farle aria, intanto le si avvicinavano al viso dicendo “I love you”. Alla fine si sono salvate solo grazie a un ragazzo, anche lui di colore, che è riuscito a farsi largo tra la folla a spintoni consentendo alle ragazze di aprire le porte».

Tanta è la rabbia nei confronti delle Ferrovie. Quel treno, che partiva da una Peschiera assediata, straripante di persone ubriache, non andava fatto partire. Perché si è deciso altrimenti? «In questa vicenda hanno una grossissima responsabilità. Era evidente quello che stava succedendo con quella gente che aveva già bloccato l’alta velocità. Erano tutti ubriachi e violenti. In quelle condizioni non dovevano assolutamente far partire quel treno fuori controllo».

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Prima di dare solidarietà a questo padre ….
    È Kattolico ? è di SX ?
    Allora se lo merita !!!!!!! Cazzi suoi !!!!!
    Al terrorista che a Genova cercò di uccidere un Caramba , hanno dedicato una sala
    Del PARLAMENTO !!!!
    Ho fatto OP negli anni BUI …. Se avessimo ucciso Curcio e tutta la sua schifosa banda
    Forse ci avrebbero dato una medaglia , altro che è stato la democrazio che ha
    Fermato lu terrurisme ! è stato il nostro PIOMBO ! nonostante le sedute spiritiche ….
    Ai miei dicevo , i colpi NON sono numerati ….. uno in aria va sparato …..
    Meglio un brutto processo che un bel funerale ! Vuoi che tua madre o la tua
    Ragazza vengano abbracciate dal “simpatico” Pertini ? O ? Direi meglio O …..
    Sono morti per quella che mi ostino a chiamare PATRIA , anche alcuni Generali …….
    Chi vuole lo jus sola ….. non ha manco diritto di lamentarsi !!!! Qualc1 la
    Sboldra la vota e pure il nipote di Letta !!!! allora , STUPRO LIBERO per le vs figlie !!!!
    Io fermerei gli sbarchi col cal 12,7 BROWNING .
    Affondiamo gli INVASORI !!!!!
    Tanto per intendersi ….. ho vicini , buoni cristiani , che si cagavano in mano perché
    Figliulo indossava la divisa …… chissà quanti ciellini di merda l’ hanno fatto quando
    Tornavo a casa in mimetica …….

    x EVAR SE&O ….. Pirla

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