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Lucca, 18 dic – La notte del 1 febbraio 2018 Mauro Rossetti Busa, 61enne “anarchico insurrezionalista”, lanciò una molotov nei pressi della sede di CasaPound a Lucca. La sede era aperta, all’interno c’erano diverse persone, ma l’ordigno incendiario non raggiunse il bersaglio perché l’attentatore antifascista scagliò contro un muro l’ordigno incendiario. L’anarchico però, quella notte, non si limitò ad attaccare la sede di Cpi. Decise pure di appiccare il fuoco con un accendino alla benzina buttata a terra nei pressi di una colonnina erogatrice al distributore di benzina Eni in viale Puccini.

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La condanna

Rossetti Busa fu arrestato poche ore dopo quel duplice attacco e ieri è stato condannato a dodici anni di carcere e 27mila euro di multa. Una pena inflittagli dalla Corte d’Assise di Lucca per doppio attentato incendiario: alla pompa di benzina Eni e alla sede di CasaPound. Al 61enne attentatore sono stati contestati i reati di incendio, evasione e fabbricazione di materiale esplosivo equiparato ad arma da guerra. Oltre a minacce con l’aggravante della recidiva e della pericolosità sociale. Il pubblico ministero Elena Leone aveva chiesto una condanna per lui a 9 anni, ma i magistrati l’hanno aumentata portandola al massimo della pena, per quanto siano cadute le aggravanti le aggravanti della finalità terroristica.

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“Estrema sinistra condannata per una bomba, io querelato per delle parole”

Fabio Barsanti, consigliere comunale e coordinatore di CasaPound Lucca, ha commentato così la sentenza, arrivata lo stesso giorno della mancata archiviazione della querela che il consigliere di maggioranza Claudio Cantini ha sporto nei suoi confronti: “E’ emblematico come lo stesso giorno arrivino questi due provvedimenti”, perché “da un lato l’estrema sinistra alla sbarra subisce una condanna pesantissima a 12 anni di reclusione per un reato grave, un attentato incendiario con motivazioni politiche. Dall’altro, nonostante il Pubblico ministero avesse chiesto l’archiviazione, il giudice ha deciso di non archiviare la querela di Cantini contro di me, per parole pronunciate in Consiglio comunale nel pieno svolgimento del mio ruolo istituzionale”.

Barsanti però tira dritto: “Lascio la valutazione di queste due situazioni ai lettori, e agli elettori. Mi limito a dire che, nell’uno e nell’altro caso, le intimidazioni non fermeranno il mio lavoro e la mia politica. L’attacco continuo contro ogni forma di dissenso, in Italia come a Lucca, non sortirà altro effetto che quello di rafforzare il fronte sovranista e di tutti coloro che non intendono accettare il sistema della sinistra”.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Anarchia: molti usano questo termine per mascherarsi e mascherare (i peggiori!), ma nessuno sa cosa è veramente… Una utopia suicida?! Leggetevi comunque Bakunin, se non avete nient’ altro da fare…

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