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Milano, 18 dic – Cagnolini trascurati, maltrattati o torturati fino alla morte dai propri padroni. Succede a Milano, dove due proprietari di cani meticci sono stati denunciati e rischiano fino a due anni di reclusione.

Il meticcio impiccato

Secondo quanto riportato da Il Giorno, il primo caso è accaduto l’estate scorsa, quando alcuni passanti hanno trovato un cane impiccato all’esterno di un automobile. I padroni lo avevano lasciato nell’abitacolo, per ore, sotto il sole cocente di agosto, con una ciotola d’acqua – che era finita subito – e aprendo un piccolo spiraglio con il finestrino abbassato. Troppo poco per affrontare la temperatura che si sviluppa all’interno di un auto al sole, e il cane aveva iniziato ad abbaiare. Ad un certo punto la povera bestia, un meticcio di piccola taglia, aveva tentato di sgusciare dal finestrino aperto, riuscendo a guadagnare la libertà. Ma ahimè, l’animale era tenuto al guinzaglio legato al poggiatesta del sedile, sicché il salto nel vuoto verso la libertà si è trasformato in una impiccagione. I passanti, accorsi quando ormai era troppo tardi, avevano avvertito le forze dell’ordine, innescando così una denuncia arrivata in procura dal pubblico ministero, Sara Arduini.

Il cucciolo sgozzato

L’altra orribile vicenda al vaglio dei pm riguarda un cucciolo travolto da un’automobile in corsa. La bestiola, che in qualche modo era riuscita a sopravvivere all’incidente, non era stata però portata dal veterinario per essere curata, nonostante le gravissime ferite. I due proprietari, infatti, si erano limitati a portarlo a casa lasciandolo agonizzante sul freddo pavimento. Il cane, traumatizzato, aveva tentato di mordere la coppia e i due lo avevano sgozzato con un coltello, per poi scaricarlo sotto la panchina di un parco pubblico, sicuri di farla franca. Ma un testimone aveva assistito alla scena e li aveva denunciati. L’accusa, per la coppia, infatti, è quella di uccisione di animale, disciplinata dall’articolo 544 bis del codice penale, che dice: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”.

Cristina Gauri

 

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