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Roma, 1 ott — Il lato oscuro dei monopattini. Il vanto dell’amministrazione Raggi dal maggio 2020, che di fatto ha trasformato la viabilità in un incubo urbano per autoveicoli e pedoni, sta ingolfando i pronto soccorso della Capitale con le vittime di incidenti gravi: l’aumento nell’ultimo mese è del 400%. Si tratta per lo più di giovani e giovanissimi, vale a dire il target medio dell’utenza dei monopattini.



Incubo monopattini nei pronto soccorso di Roma

«Non ho mai visto un’incidenza del genere, siamo passati da zero a almeno un nuovo caso a settimana», spiega a Repubblica Emiliano Cingolani, rianimatore e direttore dell’unità Shock e Trauma del dipartimento di emergenza del San Camillo. «Abbiamo dovuto inserire una nuova tipologia di traumi, quelli da monopattino». Si parla di «lesioni craniche gravissime, e senza alcun tipo di protezione, come non eravamo più abituati a vedere» dall’epoca in cui non sussisteva l’obbligatorietà del casco in moto. Sempre uguale la dinamica dei sinistri: i conducenti guidano nel traffico a zig zag, senza rispettare semafori, precedenze, salgono e scendono dai marciapiedi disseminati di ostacoli. Senza contare le buche, i tombini e le scivolate sui pavé di sanpietrini.  

Le vittime sono giovanissime

«E sono tutti giovanissimi», specifica. Nelle ultime due settimane, il San Camillo ha trattato 4 casi «tanto gravi da rimanermi impressi». E non sono gli unici, ma solo quelli più gravi su un totale di circa 50 pazienti al mese. Le vittime di incidenti da monopattini arrivano a volte in condizioni tragiche, tanto da lottare tra la vita e la morte dopo il ricovero in intensiva. «Numeri ufficiali sul fenomeno ancora non ce ne sono, è presto», puntualizza Cingolani.

Il costo sociale enorme dei traumi da monopattini

«Ci troviamo a fare i conti con un impatto sociale enorme, data l’età giovanissima dei pazienti, con conseguenze che portano a invalidità permanenti che compromettono il resto della vita di queste persone e delle loro famiglie». Cingolani lancia quindi un appello: «bisogna regolare» l’uso dei monopattini. «Qualcuno dovrà prendere decisioni impopolari, come l’abbassamento di velocità e l’obbligo di casco», che a oggi e obbligatorio solamente fino ai 14 anni di età.

«Comprendo quanto sia difficile vedere i monopattini come un mezzo pericoloso, eppure 25/30 chilometri orari, senza alcun tipo di protezione, sono più che sufficienti per subire lesioni craniche dall’esito anche mortale, basti pensare che i ciclisti in pianura raggiungono la stessa velocità e hanno l’obbligo di casco», conclude il primario. «La politica deve fare qualcosa, i monopattini non sono un giocattolo eppure vengono vissuti come tali. Non aspettiamo di trovarli al centro di tragiche statistiche». E a quanto pare siamo già sulla buona strada…

Cristina Gauri



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5 Commenti

  1. Ma quale lato oscuro? Non ci voleva un genio a comprendere il pericolo in essere.
    Ho capito che viviamo in un circo che non ci vuole solo spettatori. Le parti si sono invertite ma ci vuol tempo, età e predisposizione per imparare a fare il ciuccio acrobata buffone senza pensieri e pericolo!

  2. altro che regolamentarli…
    dovrebbero impedirne la circolazione,proprio.

    viaggiano come una persona di corsa,spessissimo anche sui marciapiedi e nelle piste ciclopedonali,ma sono così silenziosi che non li senti fin quando non ti sorpassano….
    e non hanno un reale controllo,con quelle ruotine mignon:
    ogni buca,ogni marciapiede,ogni rotaia e ogni movimento brusco
    ti impianti o finisci a terra….
    e non hanno frenata:
    troppo bassa la ruota e troppo alto il baricentro,
    se si cerca di frenare bruscamente ci si ribalta.

    SONO DEI PERICOLI PUBBLICI:
    ed inquinanti,pure….

    per che diavolo di motivo non si è incentivato l’acquisto di city bike decenti,che NON consumano una cippa,NON inquinano e sono MOLTO più comode,visibili e sicure?

    dico,ma al governo ce li hanno…..
    un paio di neuroni funzionanti,o no?

  3. Un articolo imbarazzante senza uno straccio di un dato che sia uno.
    Si è passati da 0 a ncasi? Maddai? chissà i casi di morti in macchina prima del suo utilizzo quanti erano (e restano un numero enorme, altro che monopattini).
    Però per le macchine non vedo uno straccio di articolo, strano!

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