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Roma, 1 ott – Grossi guai a Wuhan. Nella China town dell’ormai celebre laboratorio e dei sospetti sul Covid si annidano misteri e spy stories che neppure nei migliori Segretissimo della Mondadori. L’unica certezza, al momento, è che la prestigiosa rivista scientifica Lancet ha deciso di smantellare la task force incaricata di risolvere il giallo dei gialli.



Peter Daszak, dal laboratorio di Wuhan con furore

Gli esperti in questione erano stati incaricati di analizzare i dati e arrivare a una conclusione indipendente, ergo super partes, sull’origine del virus che ha messo in ginocchio il mondo. Peccato che uno di questi esperti, lo zoologo anglo-americano Peter Daszak, avesse collaborato con i cinesi nel laboratorio di Wuhan. Già, proprio nel luogo da dove si ipotizza che il Covid sia scappato, nella città in cui la task force doveva indagare per capire com’erano andate davvero le cose. Oltretutto Daszak non è propriamente un ricercatore qualsiasi, visto che era stato messo a capo della squadra di investigatori dell’Oms, varie volte recatasi in Cina per reperire documenti e possibilmente prove schiaccianti.

I super coronavirus studiati in Cina

Lo stesso Daszak è un esperto di coronavirus e nello specifico strenuo sostenitore dell’origine naturale del Covid 19. Dall’inizio della pandemia ha puntato difatti il dito contro la “teoria della cospirazione” diffusasi contro il laboratorio di Wuhan. La comunità scientifica ha però beccato documenti in cui sembrerebbero esserci ben altre prove: quelle del finanziamento chiesto dal ricercatore britannico per studiare dei super coronavirus da inoculare in topi e pipistrelli, per poi sperimentare delle cure. Di per sé nulla di così sconvolgente, non fosse che lo stesso studio sarebbe stato portato avanti esattamente nei laboratori di Wuhan. Nelle stesse strutture da cui si ipotizza insomma che il Covid sia uscito.

Washington vs Pechino, oppure no

Il tutto si inserisce nella guerra in campo aperto tra Cina e Stati Uniti, che qualcuno sospetta nasconda pure controverse collaborazioni. Esattamente un mese dopo la pubblicazione dei documenti ottenuti da The Intercept, oltre 900 pagine che di fatto inchiodano Washington. Nello specifico si evince che gli Usa hanno finanziato ricerche su vari tipi di coronavirus presso l’Istituto di ricerca di Wuhan. Documenti che mostrano anche un’altra evidenza inquietante: Anthony Fauci mentì davanti al Congresso degli Stati Uniti quando negò il finanziamento della ricerca “gain-of-function”.

Eugenio Palazzini



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