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Monza, 10 dic – Gli alpinisti del Club alpino italiano danno il benservito agli occupanti del centro sociale Foa Boccaccio di Monza. La struttura dell’ex stadio Mauro di via Rosmini, occupata dai compagni da otto anni, vedrà quindi la nascita della Casa della Montagna del Cai e lo sfratto dei suoi attuali “inquilini”. Così è stato stabilito nell’ultima assemblea dove i circa 900 soci della sezione monzese hanno dato il nulla osta per la realizzazione del progetto Quota 162. Lo riporta Libero. Va detto che i militanti del Boccaccio non dovranno fare le valigie nell’immediato, perché il Cai formalizzerà il rogito solo entro la fine di gennaio, quando avverrà il passaggio di proprietà da Federcalcio Servizi a Club Alpino Italiano: a questo si aggiungono le tempistiche per la presentazione dei progetti e l’inizio e fine lavori. Si parla quindi di un paio di anni ancora, un lasso di tempo sufficiente affinché gli occupanti dell’ex stadio riescano a guardarsi in giro e levare le tende.

I compagni non ci stanno

Dura la reazione degli “antagonisti”, che hanno pestato i piedi presentando al Cai di Monza una lettera di protesta in cui criticano la decisione. Il Boccaccio ricorda come il progetto Quota162 o “Casa della montagna”, votato anni fa dal Cai, avrebbe dovuto trovare la propria collocazione  in un’area comunale vuota e dismessa. Ma secondo il centro sociale “l’area di via Rosmini [dove è sito il Boccaccio] non è né vuota né dismessa“, perché “ogni metro quadro dell’ex centro sportivo è stato destinato a progetti differenti, ne sono testimonianza oltre al campo da calcio, la palestra popolare/sala concerti/sala teatro, la sala prove musicale, uno spogliatoio, l’archivio, il magazzino, la foresteria”.

Le minacce

Insomma, gli occupanti del Boccaccio non ne vogliono sapere di levare le ancore, e minacciano – nemmeno troppo velatamente – il Cai, con i consueti metodi intimidatori, promettendo che “un’ampia fetta di popolazione giovanile” si rivolterà contro al Club “se deciderete di intraprendere la strada dello sgombero. Dovrete blindare le vostre presentazioni pubbliche, le vostre inaugurazioni e tutte le occasioni in cui cercherete di creare consenso intorno a questo progetto, perché noi saremo lì a ricordarvi, insieme alle tante realtà che già si sono pronunciate in difesa del Boccaccio, che l’errore commesso è stato inqualificabile.

Pubblichiamo qui di seguito la lettera aperta agli iscritti e alle iscritte del CAI di Monza distribuita martedì 3…

Publiée par Foa Boccaccio sur Jeudi 5 décembre 2019

Cristina Gauri