Roma, 3 mag — Da mesi le cronache locali dei quotidiani ne danno laconicamente notizia: decine e decine di «morti improvvise», di «malori inspiegabili», tra i giovani sotto i 35 anni: alcuni muoiono nel sonno, altri sul lavoro, a moltissimi il cuore si ferma mentre fanno sport. Decessi «senza spiegazioni», tragedie: succede, è sempre successo, si dice, senza mai nessuno che presenti uno straccio di dato a suffragio di quel «è sempre successo». Non si può morire così, si dice, eppure accade sempre più spesso. E quello che gli anglosassoni chiamano l’«elefante nella stanza», l’opzione ben visibile ma che tutti fingono di non vedere, è sempre più difficile da ignorare.

Oltre 100 morti improvvise in due settimane

«Oltre 100 morti improvvise (quasi tutti giovani, sani e vaccinati), nelle ultime due settimane. Tra questi anche tanti giovani medici, ragazzi e ragazze, anche giovanissime mamme. È una tragedia, purtroppo silenziata, che bisogna fermare e scongiurare». A lanciare l’allarme sulle pagine de La Verità è il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che parla di «una immane tragedia, purtroppo silenziata, quella delle morti improvvise e inspiegabili, che continua in modo impressionante». L’intervento di Corbelli è arrivato nel giorno in cui l’onorevole Francesco Sapia ha presentato un’interrogazione al ministro della salute Roberto Speranza, di «sospendere cautelativamente la vaccinazione anti Covid e di disporre accertamenti sui tanti decessi di giovani vaccinati».

Una strage

In cinque giorni, è la segnalazione di Sapia, sono avvenute «40 morti improvvise». E meno male, prosegue, «che l’Iss aveva assicurato che le reazioni avverse al vaccino sarebbero state meno di una su mille». Al caso si interessa anche l’onorevole Claudio Borghi, della Lega che ieri ha twittato: «Sono riuscito ad avere da Istat i dati sulle morti improvvise per fasce di età dal 2016 fino a primo semestre 2020 (provvisori). Dato che non si può aspettare 2 anni il mio intento è di raccogliere i dati di cronaca (che sono un sottoinsieme dei reali) per il 2021/22».

Abbandonati dallo Stato

«Bisogna assolutamente fare qualcosa per cercare di fermare e prevenire questa strage», insiste Corbelli sottolineando come «negli ultimi due mesi sono quasi 300 le persone vittime di morte fulminea. Tanti altri, per fortuna, riescono ad essere salvati, grazie all’uso dei defibrillatori che per questo Diritti Civili ha chiesto di prevedere e utilizzare ovunque, nei luoghi di lavoro, a scuola, sui mezzi di trasporto». Secondo il leader del Movimento «le cifre dei decessi spaventano, al di là delle migliaia di gravi reazioni avverse, di persone che dopo essere state costrette a vaccinarsi, si vedono abbandonate dallo Stato, costrette a cercare di curarsi in qualche modo e anche a loro spese».

Perché nessuno verifica la causalità con il vaccino?

Corbelli specifica di non essere a priori contro il vaccino: «Non faccio alcuna ipotesi e correlazione ma dico con forza che non si può e non si deve morire così, e in giovane età. Com’è possibile? Perché non si danno risposte esaustive e convincenti a questi dubbi legittimi e angoscianti, anziché continuare a parlare irresponsabilmente addirittura di quarta dose o di vaccinazione dei bambini. Perché questa tragedia viene silenziata? Perché nessuno dei grandi media, tranne La Verità, ne parla?».

Gli fa eco Sapia, che chiede venga fatta luce «su eventuali nessi di causalità o concausalità, imputabili a reazioni avverse al vaccino» e ne chiede la sospensione temporanea. «La dimensione del fenomeno supera il carattere dell’evento contingente e pone seri interrogativi che il ministero deve analizzare sotto il profilo statistico-epidemiologico, clinico e medico-legale; perché il fatto sembra smentire quanto asserito dall’Istituto Superiore di Sanità, circa l’incidenza delle reazioni avverse al vaccino, che avrebbe interessato meno di un soggetto su 1.000 vaccinati; ma soprattutto perché non è stata disposta alcuna indagine per accertare la reale portata del fenomeno». Sapia chiede infine che «siano acquisiti i report vaccinali relativi ai 40 soggetti deceduti ma anche le schede Istat relative ai decessi, nonché i certificati necroscopici e le cartelle cliniche, nel caso di decessi avvenuti in ospedale». 

Cristina Gauri

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