Napoli, 1 apr – Sembra che le limitazioni della libertà personale messe in campo per contrastare l’epidemia di coronavirus debbano valere solo per gli italiani – con relative sanzioni pecuniarie – e poco o nulla per gli immigrati che vengono colti sul fatto nella violazione delle stesse. Così accade che a Castel Volturno, provincia di Napoli, degli extracomunitari di origine africana si siano addirittura sposati – con tanto di corteo – in barba alle norme vigenti contenute nei Dpcm firmati da Conte. Il tutto per strada, alla luce del giorno, disturbati solo dalla flebile protesta di un individuo messo subito a tacere dalla comitiva.

La denuncia arriva dal consigliere regionale dei Verdi – dei Verdi, non della lega o fratelli d’Italia – Francesco Emilio Borrelli, che ha documentato il matrimonio avvenuto il 27 marzo, scrivendo così nel post di corredo al video diffuso sui social: “Nella cittadina alle porte di Napoli, infestata da decine di migliaia di clandestini, un gruppo di africani ha celebrato un matrimonio, come se le norme che vietano gli assembramenti riguardassero solo gli italiani. Ed è così, in tutto Italia. Come segnalatomi da diversi cittadini, è stato celebrato un matrimonio tra immigrati con assembramenti assolutamente vietati. Abbiamo segnalato la vicenda alle autorità perché in questo periodo di emergenza sanitaria è vietatissimo dare luogo ad assembramenti. Le leggi devono essere rispettate da tutti, dagli autoctoni e dagli stranieri, solo così si ottiene davvero l’integrazione”.

 

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteCoronavirus, reddito d’emergenza andrà anche a chi lavora in nero
Articolo successivoLa risposta imbarazzata di Conte alla domanda sul due picche della Merkel (Video)
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Gente del genere deve rimanere nel proprio paese. Tutti quelli che hanno partecipato a questo matrimonio dovrebbero essere buttati fuori dall’Italia. A vita. Ma ovviamente non succederà mai. Continuiamo ad accogliere, continuiamo… continuiamo a farci mettere i piedi in testa dagli stranieri. Un giorno l’Italia non esisterà più.

  2. Gia purtroppo e da molto tempo che non esiste piu grazie a chi dovrebbe controllare e non lo fà e quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi

Commenta