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Roma, 1 apr – Nel provvedimento economico che verrà votato dal consiglio dei Ministri prima di Pasqua arrivano misure di sostegno anche a chi ha perso il lavoro in nero. Novità anche sulle bollette e gli ammortizzatori sociali.

Il reddito di emergenza

Il cosiddetto reddito di emergenza arriverà anche ai lavoratori che hanno perso il lavoro in nero, ma comunque a chi era in regola arriverà una cifra più alta. Il reddito d’emergenza dovrebbe essere di una cifra intorno ai 400 euro al mese. Al momento è previsto per due mesi, sebbene Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro, punta a ottenere più soldi ovvero fino a 600 euro. Per ottenere tale reddito, è necessario produrre una autocertificazione in cui si dichiara che nel nucleo familiare non vi sono redditi, non si incassano altri sussidi (ad esempio cassa integrazione o reddito di cittadinanza). In caso di dichiarazione falsa, ci sarà non l’obbligo di restituire la somma incassata, ma anche il rischio di essere condannati alla reclusione fino a due anni.

Contributo più alto ai lavoratori in regola

Altro requisito imprescindibile per accedere al reddito di emergenza sarà l’Isee corrente, il cui valore, tuttavia, deve essere ancora definito. Chi nel 2019 ha perso il reddito, un lavoro con regolare contratto, a causa del coronavirus riceverà un contributo più alto: 600 euro, come quello per i lavoratori autonomi nel mese di marzo. Nel caso del reddito di emergenza, però, la cifra dovrebbe salire a 800. Insieme a questa manovra, nel nuovo provvedimento sono contemplate anche le criticità legate alle bollette energetiche: si lavora per bloccare tutti i cosiddetti “oneri generali di sistema” (cioè i costi fissi che non dipendono dai consumi) così facendo, lo sconto sulle bollette dovrebbe aggirarsi intorno al 25.%. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, si lavora anche a potenziare gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, per ora concessa fino a nove settimane, che sembra verrà allungata). Per tali interventi saranno destinati circa 10 miliardi dei 30 complessivi previsti dal decreto.

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. La sanzione addebitata al lavoratore in caso di lavoro nero viene proporzionata all’ammontare delle prestazioni sociali e delle agevolazioni di cui si è indebitamente beneficiato. Per somme di importo pari o inferiore a 3.999,96 euro è prevista l’applicazione di sanzione amministrativa da 5.164 euro a 25.822 euro.

    Ti do 400 e mi prendo 5.000

  2. E chi controllera’ dove lavorava in nero il richiedente e se lavorava veramente da qualche parte oppure spacciava droga e stava a casa e si becca anche questi 400 euro ? h ah aha

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