Roma, 3 gen – È diventato virale sui social network il post di Claudio Luca Biasi, sedicente medico dell’ospedale di Lugo, in Emilia-Romagna, in cui documentava il ricovero in pronto soccorso di un paziente no vax con al braccio un laccio emostatico, applicato dallo stesso per evitare che il siero del vaccino entrasse in circolo. ““Ora ha sofferenza nervosa dell’ulnare, è stato operato per riaprire vaso e probabilmente residuerà parziale invalidità. Un genio!” ha scritto Biasi nel suo tweet del 30 dicembre scorso.

La notizia è stata ripresa da quasi tutte le testate nazionali che si sono limitate a riportare le parole di Claudio Luca Biasi, dal Corriere della Sera a Open.

Abbiamo contattato l’ufficio stampa dell’Ausl di Ravenna, a cui fa capo l’ospedale di Lugo. La responsabile ha smentito l’intera vicenda. Claudio Luca Biasi non è un medico dell’ospedale di Lugo e nessun no vax si è recato al pronto soccorso con un laccio emostatico legato al braccio. Alcune testate hanno interpellato lo stesso ufficio stampa, ma nessuno ha riportato la smentita, salvo un giornale locale. Peraltro, nessun “Claudio Luca Biasi” risulta tra gli iscritti dell’albo dei medici chirurghi come anestesista.

Francesca Totolo

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5 Commenti

  1. Ho cercato il nome del medico e risulta iscritto all’albo dei medici come Dott. Biasi Claudio, iscritto nel 2015, nato nel 1960 a Verona. Non ero certo che fosse lui ovviamente. Nella bio twitter però cita di essere nato durante le olimpiadi di roma, che sono state effettivamente nel 1960 e dice di essere “vissuto col raddoppio Bo-Vr” Che è Bologna-Verona, quindi riporterebbe con il luogo di nascita. Solo per il fatto che sul suo profilo abbia scritto di essere residente a Lugo, non vedo in che modo possa dimostrare che lavori nell’ospedale di Lugo, potrebbe tranquillamente lavorare nell’ospedale di una città vicina, non mi sembra poi così assurdo, quindi il fatto che l’ospedale non abbia confermato la storia non significa che sia per forza inventata, cerco solo di informarmi il piú possibile e non cadere nelle cosí dette fake news, che a quanto pare anche voi cercate di creare… Non me l’aspettavo con tutto il rispetto da lei

  2. Basta analizzare brevemente chi ha pubblicato QUESTA notizia: il primato nazionale + una “giornalista” che ha pubblicato un libro intitolato “Coronavirus: tutto ciò che non torna sull’epidemia che ha scosso il mondo”. Conoscenze per pubblicarlo? Ovviamente nessuna.

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