Roma, 10 ago — Robert Omo, l’immigrato nigeriano che il 30 luglio scorso aveva ammazzato a martellate un commerciante cinese e ridotto in fin di vita un giardiniere bulgaro, era stato precedentemente espulso da Malta per aver essersi reso protagonista di un fatto sconvolgente, tanto da balzare agli onori della cronaca dei quotidiani dell’isola: il richiedente asilo era stato condannato nel novembre 2020 per avere abusato sessualmente di una cavalla di una fattoria a Gozo.

Il killer nigeriano aveva abusato di un cavallo

Secondo quanto riportato dal Times fo Malta e ripreso dal Secolo d’Italia, gli abusi del nigeriano erano stati catturati dalle telecamere di sicurezza dell’azienda agricola: le immagini mostravano Omo con i pantaloni abbassati mentre prendeva a pugni il cavallo (quest’ultimo visibilmente terrorizzato), e lo frustava con la camera d’aria di un pneumatico. L’immigrato, una volta davanti al giudice, si era giustificato adducendo la scusa dell’ubriachezza. Scusa a cui il tribunale non aveva creduto, dichiarandolo colpevole di crudeltà verso gli animali e violazione della proprietà privata. Omo venne condannato a un anno di reclusione e al pagamento di una multa di 3.000 euro e — sentite bene — alla successiva espulsione in Italia. Il nostro Paese risultava infatti essere la prima nazione in cui egli aveva fatto domanda d’asilo.

Omo sbarca in Italia

E così, grazie a un incredibile cavillo legale, ci siamo ritrovati l’ennesimo soggetto altamente  disfunzionale sul groppone. Fino alla tragedia del 30 luglio. Soggetto che, a quanto pare, in Italia non ci voleva nemmeno stare: «Il mio assistito voleva tornare in Nigeria. Aveva presentato lui stesso domanda in Prefettura per essere rimpatriato, ma non c’era riuscito», assicura il legale di Omo, l’avvocato Nicola D’Archi, raggiunto dal Secolo. Una volta in Italia, Omo è stato accolto per alcuni mesi dalla Caritas di Avellino in un alloggio temporaneo. Lì il nigeriano aveva iniziato a creare i primi problemi, che gli erano valsi l’allontanamento dal dormitorio della Cittadella della carità dato in gestione alla Caritas diocesana. La notte prima di ammazzare Gao Yuancheng a martellate, Omo aveva colpito con un pugno in pieno volto un operatore Caritas che gli aveva intimato di rispettare le regole del centro.

Gravissimo il bulgaro sopravvissuto

E sono ancora gravissime le condizioni di salute di Krasimir Petrov Tsankov, il giardiniere bulgaro colpito dalla furia di Robert Omo. Tsankov, che è arrivato in ospedale con il cranio sfondato dalle martellate, aveva già subito un primo intervento per ridurre le devastanti ferite provocate dal nigeriano. Sul suo stato di salute (e sulla morte dell’esercente cinese) incombe l’imbarazzante silenzio di tv e quotidiani mainstream. Stranieri troppo integrati per fare notizia (e propaganda).  

Cristina Gauri 

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